"Una situazione di estrema difficolta' ed imbarazzante che vede anche il recente
rapporto Arpacal registrare percentuali di raccolta differenziata del 20%: siamo
all'assurdo, quando solo al 31 dicembre 2012 la percentuale da raggiungere per
legge era del 65% e quindi ben al disotto della percentuale minima stabilita
come obiettivo". Lo afferma in una nota il presidente di Legambiente della Calabria, Francesco Falcone. "Impianti inadeguati -
aggiunge - e che come lo stesso Dipartimento Ambiente della Regione Calabria dichiara 'non hanno la capacita' per trattare la
totalita' dei rifiuti indifferenziati prodotti'. Una corsa alle discariche non
piu' giustificabile dopo quasi 20 anni di commissariamento e dopo una fase
ordinaria che ha solo pensato a gestire l'emergenza e non ha offerto alternative
valide al conferimento in discarica dei rifiuti tal quale, quelli non
differenziati, e per cui l'Unione Europea ci considera fuori legge e ci espone a
pesanti infrazioni comunitarie. In questi anni, abbiamo proposto soluzioni e
alternative alle linee guida approvate dalla Giunta Regionale, e ben un anno fa
abbiamo ribadito la necessita' che la Regione si dotasse di impianti di
compostaggio, essenziali per completare il ciclo virtuoso dei rifiuti, e
destinare risorse adeguate per azioni concrete in grado di avviare la raccolta
differenziata porta a porta spinta: la sola che puo' farci uscire dalla perenne
e continua emergenza rifiuti". "Proposte - prosegue Falcone - che abbiamo
ribadito in sede di audizione alla quarta Commissione Consiliare Regionale, dove
abbiamo prodotto osservazioni in merito alle linee guida ed al progetto di legge
di gestione dei rifiuti in discussione in Consiglio Regionale, ma di cui si sono
perse le tracce. Abbiamo fatto rilevare che non serve a nulla la recente gara
che vede l'impiego di ingenti risorse impegnate per arginare il degrado delle
nostre strade invase da rifiuti, che rappresenta il fallimento della politica
tutta. Si tratta di ben 77milioni e 760mila euro (oltre Iva) per un anno per
l'affidamento del servizio di accettazione, imballaggio, stoccaggio temporaneo
delle ecoballe, carico su vettore delle ecoballe, trasporto, recupero o
smaltimento in ambito internazionale e comunitario di rifiuti. Soldi sicuramente
sprecati. In particolare, a fronte delle circa 2250 tonnellate di rifiuto tal
quale prodotto quotidianamente (su base annua di 365 gg), le capacita' nominali
di trattamento si attestano sulle 1050 tonnellate, con un deficit di circa 1200
tonnellate al giorno. Conseguentemente, buona parte dei rifiuti urbani prodotti
non ha possibilita' di essere trattata in idoneo impianto e sino ad oggi sono
stati conferiti direttamente in discarica come tal quale, in virtu' delle
Ordinanze contingibili ed urgenti emesse dal Presidente della Regione, che non
hanno fatto altro che aggravare e far collassare il gia' precario sistema di
gestione. Ecco perche' la Calabria, tenuto conto
dell'attuale capacita' di trattamento dell'impiantistica regionale, ha la
necessita' di ricorrere al recupero o allo smaltimento fuori regione". "Il
sistema impiantistico pubblico in Calabria -
conclude - e' assolutamente inadeguato e deve voltare pagina. Serve un programma
straordinario di ammodernamento impiantistico finalizzato al nuovo scenario
fondato sul riciclaggio e sulle auspicate politiche di prevenzione che ad oggi
sono ancora un miraggio".
rapporto Arpacal registrare percentuali di raccolta differenziata del 20%: siamo
all'assurdo, quando solo al 31 dicembre 2012 la percentuale da raggiungere per
legge era del 65% e quindi ben al disotto della percentuale minima stabilita
come obiettivo". Lo afferma in una nota il presidente di Legambiente della Calabria, Francesco Falcone. "Impianti inadeguati -
aggiunge - e che come lo stesso Dipartimento Ambiente della Regione Calabria dichiara 'non hanno la capacita' per trattare la
totalita' dei rifiuti indifferenziati prodotti'. Una corsa alle discariche non
piu' giustificabile dopo quasi 20 anni di commissariamento e dopo una fase
ordinaria che ha solo pensato a gestire l'emergenza e non ha offerto alternative
valide al conferimento in discarica dei rifiuti tal quale, quelli non
differenziati, e per cui l'Unione Europea ci considera fuori legge e ci espone a
pesanti infrazioni comunitarie. In questi anni, abbiamo proposto soluzioni e
alternative alle linee guida approvate dalla Giunta Regionale, e ben un anno fa
abbiamo ribadito la necessita' che la Regione si dotasse di impianti di
compostaggio, essenziali per completare il ciclo virtuoso dei rifiuti, e
destinare risorse adeguate per azioni concrete in grado di avviare la raccolta
differenziata porta a porta spinta: la sola che puo' farci uscire dalla perenne
e continua emergenza rifiuti". "Proposte - prosegue Falcone - che abbiamo
ribadito in sede di audizione alla quarta Commissione Consiliare Regionale, dove
abbiamo prodotto osservazioni in merito alle linee guida ed al progetto di legge
di gestione dei rifiuti in discussione in Consiglio Regionale, ma di cui si sono
perse le tracce. Abbiamo fatto rilevare che non serve a nulla la recente gara
che vede l'impiego di ingenti risorse impegnate per arginare il degrado delle
nostre strade invase da rifiuti, che rappresenta il fallimento della politica
tutta. Si tratta di ben 77milioni e 760mila euro (oltre Iva) per un anno per
l'affidamento del servizio di accettazione, imballaggio, stoccaggio temporaneo
delle ecoballe, carico su vettore delle ecoballe, trasporto, recupero o
smaltimento in ambito internazionale e comunitario di rifiuti. Soldi sicuramente
sprecati. In particolare, a fronte delle circa 2250 tonnellate di rifiuto tal
quale prodotto quotidianamente (su base annua di 365 gg), le capacita' nominali
di trattamento si attestano sulle 1050 tonnellate, con un deficit di circa 1200
tonnellate al giorno. Conseguentemente, buona parte dei rifiuti urbani prodotti
non ha possibilita' di essere trattata in idoneo impianto e sino ad oggi sono
stati conferiti direttamente in discarica come tal quale, in virtu' delle
Ordinanze contingibili ed urgenti emesse dal Presidente della Regione, che non
hanno fatto altro che aggravare e far collassare il gia' precario sistema di
gestione. Ecco perche' la Calabria, tenuto conto
dell'attuale capacita' di trattamento dell'impiantistica regionale, ha la
necessita' di ricorrere al recupero o allo smaltimento fuori regione". "Il
sistema impiantistico pubblico in Calabria -
conclude - e' assolutamente inadeguato e deve voltare pagina. Serve un programma
straordinario di ammodernamento impiantistico finalizzato al nuovo scenario
fondato sul riciclaggio e sulle auspicate politiche di prevenzione che ad oggi
sono ancora un miraggio".