Se fosse confermato quanto contestato dalla Guardia di Finanza alla Società risorse idriche calabresi, vale a dire un danno erariale da un milione di euro, non potremmo che dirci indignati. E questo soprattutto, ma non solo, alla luce dell’emergenza idrica vissuta dalla città di Catanzaro nel mese di novembre, che continua a ripresentarsi ciclicamente a danno di una comunità intera, nonostante il puntuale pagamento delle tasse. Un danno determinato dal conferimento di incarichi di consulenza a studi legali e professionali, con procedure risultate non conformi alle disposizioni di legge. Si apprende che l’attività delegata ha riguardato specifiche consulenze legali che la Sorical avrebbe affidato, nel corso del 2012, ad una serie di studi professionali operanti nel territorio nazionale.
La società "agendo alla stregua di un qualunque privato cittadino – dice la Guardia di Finanza – non curante delle norme e dei criteri prescritti dalle obbligatorie procedure selettive per l'affidamento di servizi nell'interesse di aziende pubbliche o a capitale partecipato, ha siglato accordi contrattuali con studi professionali e legali, basandosi esclusivamente su criteri di natura puramente fiduciaria".
L'ammontare totale degli incarichi conferiti è stato quantificato in un totale di euro 1.041.709,00, segnalati quale danno erariale a carico dell'amministratore pro tempore della società. Le risultanze dell’indagine sono attualmente al vaglio del Procuratore regionale della Corte dei Conti di Catanzaro. Se quanto contestato risultasse verificato, sarebbe un ulteriore elemento di cui vergognarsi. Lo diciamo da tempo, c'è da mettere mano al sistema di gestione delle risorse idriche alla velocità della luce, e magari far rispettare l’esito di quel referendum con cui anche i calabresi hanno deciso che l’acqua è un bene prezioso, pubblico, e come tale va trattato.
I gruppi consiliari PD, PSI, SEL, IDV