Lettera al presidente del Consiglio: se Manoccio diventa sottosegretario chiedo asilo alla Padania

Lettera al presidente del Consiglio: se Manoccio diventa sottosegretario chiedo asilo alla Padania
Riceviamo e pubblichiamo:
 

Al presidente del Consiglio


Se Manoccio diventa sottosegretario, dal paese deleghistizzato chiedo asilo politico alla Padania


Acquaformosa è un paese di mille abitanti a 800 metri sul livello del mare e a sopravvivere al rigido inverno qui forse siamo in cinquecento. Anche Acquaformosa come il resto del sud Italia ha sulle spalle generazioni di emigrazioni: i genitori rientrati in paese dopo anni di immigrazione in Germania e la maggior parte dei giovani d’oggi immigrati nel Nord Italia. Io personalmente sono sposata da pochi anni ad Acquaformosa. Nata in Albania vivo ormai in Calabria da 20 anni, è qui che ho ricostruito i miei affetti e dove mi sono laureata e ho iniziato ad entrare nel mondo del precariato universitario e non. Conosco Giovanni Manoccio da quand’ero bambina e mai e poi mai avrei pensato che anche lui sarebbe stato affetto da una “degenerazione politica”, virus che sta portando alla fine di questo sistema politico e all’affermazione spietata dell’antipolitica di Beppe Grillo. E forse adesso, da giovane trentenne, rifacendomi alle querelle politiche di un piccolo paese, riesco ad “avere la dimensione di ciò che vedo” cosi come affermava lo scrittore portoghese Pessoa, perché proprio da qui, da questo piccolo villaggio si può vedere più mondo che dalla città. Chiedo asilo politico alla Padania perché mio marito Cosimo Vicchio ed io in questo paese non siamo più al sicuro. Già da qualche anno mio marito ha lasciato la maggioranza Manoccio non condividendone più le scelte politiche ed amministrative e da li sono iniziate le purghe manocciane, degne di tutte quelle che tendono a trattenere a se il potere con la violenza e il terrore e la lungimiranza di Manoccio dovrebbe prevedere la fine di questi metodi.
Il sindaco Manoccio per un sistema di apartheid politico degno delle migliori dittature dopo pochi mesi e dopo svariate azioni di mobbing messe in atto non solo dagli altri operatori ma dalla stessa moglie del sindaco, fa in modo che alla sottoscritta non le venga più rinnovato il contratto di collaborazione presso l’Associazione Don Vincenzo Matrangolo, ente gestore SPRAR (Sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati) per il Comune di Acquaformosa. Dell’associazione la sottoscritta era l’unica dipendente e sono stata sempre io ad affiancare il Sindaco negli incontri regionali, nazionali e internazionali ma non per chissà quale motivo ma per il piacere di conoscere il sistema asilo in Italia e in Europa (sono stata l’unica che assieme ad altre stakholders, grazie ai progetti della Regione Calabria, ho partecipato ad incontri a Berlino e Bruxelles sullo scambio di esperienze di accoglienza di rifugiati). Insomma i miei viaggi in Europa che nel piccolo sono costate alla società italiana dal 1 gennaio saranno azzerati, cosi come le mie partecipazioni negli altri progetti SPRAR Calabria e quelle ai corsi di formazione istituito dal Servizio Centrale a Roma insomma per la politica sono 0. Nel mio piccolo, dando ragione a questo punto alla lega, io mi sento di aver derubato lo stato italiano, e Giovanni Manoccio cosa si sente? Di fareil sottosegretario all’immigrazione con metodi di terrore e punizioni tipiche da SS? Caro Presidente del Consiglio a noi la Lega non fa paura perché sappiamo che è altro da noi, Giovanni Manoccio invece che ne adotta i metodi pretendendo di avere meriti straordinari nell’ accoglienza dei rifugiati politici ma poi acclama a sguarcia gola di mandare in esilio in Africa i suoi dissidenti è il peggio della peggiore specie leghista e non è certamen te il nuovo che vorremmo vedere avanzare. Almeno i leghisti odiano gli stranieri , lui oltre ad odiare gli stranieri come me, odia anche le opinioni politiche diverse dalla sua. Perciò forse è il caso che si autocandidi in Africa perché li sicuramente farebbe carriera politica. La mia non è una battaglia personale ma un piccolo esempio di come la politica calabrese spesso anche quella ch sembra limpida nasconde torbide acque che sconfortano noi giovani che dovremmo sperare in un futuro di opportunità e non in un futuro di prebende. Io giovane trentenne e disoccupata, perché la politica mi ha dato e tolto senza considerare meriti, laureata con due master con 110 e lode e con un dottorato che sto per concludere, lotterò per un Italia migliore e giusta. Continuerò a non avere padroni forte della mia formazione non mi inchinerò a simili atti pseudondranghetisti.


Orjeta Hashorva
Giovane Calabrese e albanese