CZ. Giglio, Guerriero e Capellupo: il nostro no alla nuova discarica di Alli

CZ. Giglio, Guerriero e Capellupo: il nostro no alla nuova discarica di Alli
Riceviamo e pubblichiamo:
 

Dopo decenni di Commissariamento regionale, decine di milioni spesi senza alcuna programmazione, si continua ad andare avanti senza alcune visione: si scava una buca e i mettono dentro i rifiuti, fino all'esaurimento e all'individuazione della prossima. Qualche giorno fa, l’assessore regionale all'Ambiente, Pugliano, nell'incontro istituzionale al Comune di Catanzaro si è lamentato dell'emergenza rifiuti ma senza proporre alcuna soluzione. La salute dei cittadini può aspettare. Sarà realizzato un ampliamento puro e semplice della discarica esistente, senza alcun passo in avanti verso la modernità. Speriamo di sbagliarci, ma temiamo proprio di no.
Una storia iniziata il 15 febbraio, quando il sindaco ha presentato alla Conferenza dei Capigruppo consiliari, verbalmente, un progetto di messa in sicurezza della discarica di Alli e contestualmente della sistemazione degli impianti per la differenziata, fermi da anni proprio ad Alli. Nessun cenno ad ampliamenti, anzi la negazione esplicita sul fatto che i lavori avrebbero riguardato ampliamenti e non la costruzione di nuove discariche. Il giorno dopo ci viene consegnata la pratica, e già dall'oggetto comprendiamo che le cose non stanno come ci erano state rappresentate. L'oggetto della pratica reca alla denominazione dell'intervento da eseguire: “Adeguamento e potenziamento dell'esistente impianto di trattamento della frazione di rifiuti urbani indifferenziata e realizzazione dell'annessa discarica di servizio”. Più avanti, nel corpo della Convenzione che il Comune di Catanzaro deve firmare con la Regione Calabria, è scritto che “il nuovo progetto, identificato con il codice DARD12, prevede pertanto la realizzazione di una nuova discarica immediatamente a monte dell'esistente ma indipendente da questa”e, successivamente, ribadisce che la discarica sarà realizzata “a monte, senza interferenza con l'attuale abbanco realizzando in bacino di discarica totalmente indipendente e separato dalla discarica esistente”. Sette milioni da non sprecare, diceva il sindaco, ma sugli obiettivi non possiamo essere assolutamente d'accordo. Si parla, in alcuni punti, della messa in sicurezza della discarica esistente, ma di fatto si configura la costruzione di una nuova discarica, a monte, senza fare alcun cenno a ciò verso cui tutto il mondo sta andando: ciclo dei rifiuti, trattamento differenziata, obbiettivo “rifiuti zero”. Il progetto risale al 2009 (amministrazione di centrosinistra). La pratica viene inserita all'ordine del giorno del Consiglio comunale del 21 gennaio. Il 20 gennaio si riuniscono le Commissioni consiliari Affari generali e Igiene ambientale, dove noi Consiglieri di opposizione assieme all'unanimità dei Consiglieri di maggioranza deliberiamo negativamente sulla pratica, chiedendone il ritiro dalla seduta di Consiglio comunale del giorno dopo. Il 21 gennaio, prima del Consiglio comunale, il Sindaco convoca i Capigruppo chiedendo spiegazioni sulla decisione delle Commissioni, e mente noi Consiglieri di Opposizione manteniamo ferme le nostre posizioni di contrarietà, alcuni degli stessi Consiglieri di maggioranza tentennano e alcuni addirittura ritrattano il voto contrario (che comunque, va detto, non è vincolante) espresso in Commissione, dicendo che non avevano letto bene la pratica. Pratica che, infine, viene ritirata all'unanimità. Il 3 febbraio si svolge una riunione congiunta delle Commissioni Affari generali e Igiene ambientale, alla presenza dei Dirigenti di settore e del Sindaco, i quali ribadiscono i loro argomenti riguardo la bontà della pratica. Ma noi, visto che della pratica stessa non è cambiata una virgola, manteniamo ferme le nostre posizioni, e con noi anche molti dei Consiglieri di maggioranza presenti. Il 5 febbraio viene svolto un sopralluogo delle Commissioni Affari generali e Igiene (assieme a altri Capigruppo e Consiglieri comunali) sul sito di Alli, dove troviamo conferma alle nostre idee e paure: devono essere svolti solo i lavori per mettere in sicurezza il vecchio impianto. A monte dell'attuale sito c'è una lingua di terra (la cima di una collinetta) che è un velo di cipolla, al di là del quale c'è il quartiere di Santo Ianni con migliaia di abitanti. Ci rendiamo conto della assoluta impossibilità di costruire una nuova discarica su quel sito. Tutti i presenti, di maggioranza e opposizione, esprimono parere negativo.
Il 25 febbraio le Commissioni Affari generali e Igiene vengono riunite assieme agli altri Capigruppo e alla presenza del Sindaco, e tutti i pareri espressi dalla maggioranza, fino a quel momento negativi, diventano favorevoli. Grazie a cosa? All'impegno di formulare emendamenti di indirizzo nei confronti della Regione Calabria, tali da vincolare i passi successivi. Ma il corpo della Delibera non cambia, e ci dichiariamo fermamente e coerentemente contrari.
Il 26 febbraio la pratica arriva in Consiglio comunale. Viene proposto, dalla maggioranza, l'emendamento, il cui punto centrale è la previsione che tra la progettazione e la realizzazione della Discarica debba essere approvata la legge regionale (che preveda le discariche su base provinciale), altrimenti non sarà dato corso ai lavori. Per noi, questo emendamento è acqua sul marmo, per ragioni di carattere tecnico e politico. Tecnico: come può un ente come il Comune di Catanzaro dettare condizioni ad un ente terzo e sovraordinato come la Regione Calabria? Politico: la Regione Calabria ha dimostrato infinite volte la sua scarsissima considerazione del peso politico di Catanzaro (ad esempio, con i recenti tagli al trasporto pubblico). Tecnico-politico: in materia di emergenza ambientale i Comuni hanno pochissimi poteri sul proprio territorio. Risultato, da noi preconizzato: Catanzaro costruirà una nuova discarica, alle porte della Città, in un sito già compromesso e rovinato (anziché sanarlo), e il resto della Regione aspetterà che Catanzaro completi questo lavoro per scaricare la spazzatura regionale ad Alli. Zero programmazione, zero futuro.
La pratica viene approvata con i voti favorevoli della maggioranza, e i voti contrari dell'opposizione. A chi chiede, “ ma voi cosa proponete”, rispondiamo che le nostre proposte sono quelle verso cui va tutto il mondo civile: separazione alla fonte: differenziata e riduzione alla fonte (incentivi ai prodotti “a spina”); raccolta porta a porta: consente di fare decollare le percentuali di differenziata, incrementando l'occupazione e la green economy; introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva dei rifiuti non riciclabili.


Vincenzo Capellupo – Partito democratico
Antonio Giglio – capogruppo Sel
Roberto Guerriero – capogruppo Socialisti