Fondazione Campanella, Pasquale Tripodi: limiti gestione commissariale imbarazzante

Fondazione Campanella, Pasquale Tripodi: limiti gestione commissariale imbarazzante
Riceviamo e pubblichiamo:
 
“Nella vicenda Fondazione Campanella emergono  tutti i limiti di una gestione commissariale a dir poco imbarazzante, considerando soprattutto che il presidente Scopelliti ne fa parte in qualità di commissario straordinario”. Lo afferma il consigliere regionale Pasquale Tripodi che considera “il comparto sanità  uno degli ambiti in cui si dovrebbe misurare non solo la capacità, ma soprattutto l'attenzione di un governo verso i cittadini. Invece si è dinanzi a fatti che evidenziano la distanza siderale  tra politica e società. La duplicità del ruolo (Scopelliti presidente della Regione e commissario straordinario)  avrebbe potuto garantire - spiega Tripodi - una maggiore tutela del diritto alla salute dei cittadini calabresi, se non si fosse limitata a mera testimonianza (quando non corresponsabilità) del presidente Scopelliti di fronte a un ignobile declassamento globale della realtà sanitaria calabrese. Così la  gestione commissariale fallisce l'obiettivo principale di ogni modello sanitario moderno: la professionalità del personale (garantito e non sfruttato nell'esercizio delle proprie mansioni) e la creazione (o il mantenimento) di poli d'eccellenza in grado di ottimizzare, per esattezza e velocità, diagnosi e cure, evitando ai pazienti il calvario dell'attesa di referti attendibili e terapie efficaci. Con il DPGR n. 22 del 20 febbraio 2014, il presidente Scopelliti decreta la trasformazione della Fondazione Campanella da struttura sanitaria per la ricerca e la cura dei tumori, operante con fondi regionali destinati al comparto sanità,  a mero vettore di finanziamenti regionali aggiuntivi al settore universitario, determinando l'inevitabile svilimento di entrambe le realtà. E’ lampante l’errore ed è lampante l’approccio sbagliato a realtà sanitarie d’eccellenza  che ben altra attenzione avrebbero meritato e soprattutto ben altra responsabilità”.