CASSANO. Sacerdote ucciso: su bici uomo fermato tracce di sangue

CASSANO. Sacerdote ucciso: su bici uomo fermato tracce di sangue

Tracce di sangue sono state trovate sul sellino della bicicletta e sugli abiti di Nelus Dudu, il romeno di 26 sottoposto a fermo nel corso della notte per l'omicidio del sacerdote Lazzaro Longobardi. I reperti sono ora al vaglio dei tecnici dei carabinieri del Ris per accertare a chi appartenga.
Appare "inverosimile - è scritto nel decreto di fermo - che il sangue rinvenuto sui suoi capi di abbigliamento, nonché sulla busta avvolgente il sellino della bicicletta, sia riconducibile alle lesioni riportate dallo stesso Dudu a seguito della colluttazione avuta con il connazionale. Appare certamente più credibile, invece, il fatto che le tracce ematiche latenti o visibili, data la loro copiosità, forma e dislocazione, siano riconducibili alle lesioni inferte sul corpo di Longobardi. Si rimane tuttavia in attesa di accertamenti tecnici irripetibili da delegare al Ris di Messina".
Dudu, nel corso del lungo interrogatorio cui è stato sottoposto sin da ieri mattina, prima dai carabinieri e poi dal pm della Procura di Castrovillari Vincenzo Quaranta, ha negato di essere l'autore dell'omicidio cercando di addossare la
responsabilità su un altro romeno, ma la sua versione viene contraddetta, secondo l'accusa, dagli accertamenti compiuti dai carabinieri.
In particolare Dudu ha riferito che dopo la lite con il connazionale avvenuta domenica sera, è tornato nel suo appartamento in cui convive con una coppia di romeni. la circostanza è stata riferita anche dalla coppia, ma viene smentita dalle riprese a circuito chiuso di due telecamere poste nelle vicinanze della chiesa di San Giuseppe in cui è avvenuto il delitto, che riprendono Dudu in orari compatibili con l'ora dell'omicidio commesso, secondo l'accusa tra le 22 e le 22.30.
Inoltre, dall'esame delle celle telefoniche risulta che nelle stesse ore l'uomo si trovava nelle vicinanze della chiesa e che proprio da qui ha fatto una telefonata alla coppia con cui convive. Ulteriore dimostrazione, per gli inquirenti, che la sua versione è falsa.
Tra l'altro, evidenziano ancora gli inquirenti nel decreto di fermo, il sacerdote aveva manifestato il sospetto che ad istigare Dudu a chiedergli continuamente denaro fosse stata proprio la coppia con cui vive, "sicché - scrive il pm - non si può escludere anche un loro coinvolgimento o un interesse diretto a fornire aiuto a Dudu al fine di eludere le investigazioni".