Quello che è accaduto con le dimissioni di Antonio Gentile da sottosegretario non è una vittoria ma è un segnale di speranza per la Calabria e per tutta la comunità nazionale". Luciano Regolo, direttore dell'Ora della Calabria commenta così la decisione del senatore di Ncd maturata ieri sera.
"Noi - ha aggiunto Regolo - non siamo eroi. Purtroppo, però, ci sono realtà in cui essere semplicemente normali e fare il proprio lavoro diventa quasi eroismo o un atto di ribellione.
In questi giorni siamo stati subissati di telefonate, messaggi e sms contro una nomina che, dopo ciò che era accaduto e che noi avevamo documentato, è apparsa come uno schiaffo moralmente ed eticamente inaccettabile ad un'intera comunità. L'adesione di tanta gente qualunque, professionisti, padri di famiglia, donne, giovani che mi piace definire come una 'primavera calabra', ha fatto capire che la regione ha istanze e bisogni che hanno necessità di trovare risposte da parte di una politica nazionale che non può considerare questi terrori solo come un serbatoio di voti".
"Noi - ha aggiunto Regolo - non abbiamo fatto altro che svolgere il nostro lavoro assieme ad un giovane editore che, da parte sua, ha rotto gli schemi. Ora ci aspettiamo che il movimento positivo che ne è nato vada ad ingrossarsi sempre più perché questo non potrà che fare bene alla stampa calabrese nel suo complesso. La redazione dell'Ora ha dato una grande prova pur operando in condizioni economiche difficili. In questi due mesi devo dire che ho scoperto persone e professionisti eccellenti ed è bello che il loro valore possa essere conosciuto adesso anche a livello nazionale".