Riceviamo e pubblichiamo:
Credo che il merito delle dimissioni di Gentile non debba essere ascritto né a Renzi né ad Alfano. Nel suo delirio di onnipotenza il senatore cosentino non si è reso conto di aver lanciato una sfida che non poteva non lasciarlo con le ossa rotte. Credeva di imbavagliare un giornale locale, non immaginava che dietro il suo direttore si sarebbe schierato tutto il Quarto Potere, muovendosi con tutta la potenza di fuoco di cui dispone.
E' la Stampa che lo ha "dimissionato", non la politica.
E' la Stampa che lo ha "dimissionato", non la politica.
Pasquale Taglieri