La Festa dell’8 marzo rischia di diventare uno stanco rito privo di significato, una semplice occasione di consumismo.
Il PRI ritiene che questo giorno sia al contrario uno dei momenti di riflessione non solo sul ruolo centrale della donna nella società attuale, ma anche una ricerca di identificazione delle cause che scatenano in alcuni uomini una cieca violenza contro le donne, mogli, compagne, figlie. Un fenomeno, quest’ultimo, che va combattuto con un giusto inasprimento delle pene; ma un fenomeno che soprattutto deve essere studiato e approfondito, al fine di individuarne le cause scatenanti. Perché ciò accada è necessario, però, il coinvolgimento anche degli uomini che dovrebbero essere accanto alle proprie donne.
Il femminicidio non è un problema delle donne ma è un problema della società e tutti devono essere coinvolti: singoli cittadini, donne e uomini, e ogni forma legalmente organizzata, enti, associazioni ecc.
In occasione della Giornata internazionale della donna, Amnesty International organizza una grande mobilitazione in tutta Italia per difendere le donne che ogni giorno subiscono violenze e rischiano la vita e per restituire loro una vita in cui il rispetto dei diritti sia garantito e protetto. Attraverso queste azioni, Amnesty International intende sollecitare le istituzioni italiane a promuovere una legge specifica sulla parità di genere, il finanziamento e l'aumento dei centri d’accoglienza per le vittime di violenza e un adeguato coordinamento tra la magistratura, la polizia e gli operatori sociosanitari.
Con e come Amnesty, e assieme a partiti e associazioni, anche il PRI reggino, quindi, per questa occasione desidera coinvolgere donne e uomini, repubblicani e non - in un confronto aperto a tutti - a chiunque voglia confrontarsi con il tema “I ruoli della donna”.
Esiste un modello di potere femminile? Possiamo sostenere che la donna sia portatrice sana di un modello di riferimento da contrapporre a quello dominante basato su lotte fratricide per il potere fine a se stesso, e non per il cambiamento della società? L’individualismo e la competizione può essere sconfitta dalla solidarietà e dal gioco di squadra. Perché gli italiani che adorano il calcio non sanno tradurre nel quotidiano quelle regole per raggiungere gli obiettivi? Gli obiettivi ”culturali” e di educazione perché devono essere sviliti come valori minori, quando hanno una rilevanza anche economica?
A tutte queste domande desideriamo che si comincino a dare delle risposte iniziando un percorso che possa tradursi in azioni concrete.
Raggiungeteci, quindi, donne e uomini, per partecipare e vivere questi temi, l’8 marzo alle ore 17,00 presso la sala Giuditta Levato del Consiglio Regionale della Calabria, relazionerà Tina Putortì, Dottore Commercialista; Interverranno: Monica Falcomatà, già consigliere delegato Cultura e Grandi Eventi comune RC, Lorenzo Logoteta per Amnesty International, Lilla Pipino del Movimento politico culturale "Meridione per l'Italia", Angela Romeo per i Riformisti Italiani - Socialisti Uniti; concluderà l’On. Francesco Nucara, Segretario Nazionale Partito Repubblicano Italiano. Regolerà il dibattito la Giornalista Eva Giumbo.
Paolo Giovanni Raffa
Responsabile Provinciale PRI Reggio Calabria