“Il rimpallo di responsabilità è il modo peggiore per coprire eventuali colpe sulla mancata realizzazione del gateway ferroviario. E tra litigi e subalternità, il porto di Gioia Tauro continua a rimanere privo di un’importante infrastruttura per la movimentazione dei container su rotaia. Sullo sviluppo dello scalo di transhipment le uniche novità sono le solite prese di posizioni, a volte strumentali, per la protervie di Rfi e per la scarsa capacità della classe dirigente di questa regione che non riesce a farsi ascoltare dagli inquilini dei palazzi romani. Come una bomba a orologeria, in questi giorni, si torna a parlare dello sviluppo della struttura portuale gioiese. Un cliché vecchio, quello di piangerci addosso, che francamente non commuove più nessuno. Anzi, alimenta l’arroganza di una grande azienda d’interesse pubblico, Rete Ferroviaria Italiana, che si comporta alla stregua di un qualsiasi imprenditore privato. Il porto non decolla, Rfi si disimpegna, mentre la classe dirigente regionale e nazionale brilla per i proclami e le proteste a mezzo stampa”.
Il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, come ha già fatto con l’Anas per i ritardi e le omissioni nei lavori della Salerno Reggio – Calabria, punta l’indice contro Rfi ritenendola responsabile del mancato sviluppo della nostra regione e del reggino in particolare.
“L’alta velocità si è fermata a Battipaglia – dice -, la linea Ionica è sempre più alle prese con il taglio dei collegamenti, il materiale rotabile proviene dalle dismissioni di altre regioni dove l’utenza viaggia su moderni e confortevoli convogli, sta per essere smantellata la flotta che collega le due sponde dello Stretto. Adesso rispetto al gateway, adducendo motivi di competenza, i vertici di Rfi spostano l’attenzione sull’Autorità portuale. E i Governi stanno a guardare. E l’Esecutivo Renzi? Non pervenuto. Povera Calabria. Eppure quando ci è stato imposto il trasbordo delle armi chimiche siriane, da Roma e non solo dalla capitale non sono mancate le promesse solenni sugli investimenti a favore dello scalo di Gioia Tauro su tavoli governativi per studiare adeguate iniziative tese a far diventare quest’infrastruttura uno dei volani di sviluppo della Calabria. Invece – conclude il Presidente della Provincia -, il problema del gateway conferma, ove ve ne fosse bisogno, che la Calabria è trattata alla stregua di una colonia, con buona pace dei quasi due milioni dei suoi abitanti sempre più soggiogati da una classe politica che qui da noi alza la voce mentre a Roma perde la parola”.
RC. Il presidente Raffa sul gatewey di Gioia Tauro
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