L'Assitur si arrende alla Luiss Roma nella semifinale di coppa

L'Assitur si arrende alla Luiss Roma nella semifinale di coppa
Riceviamo e pubblichiamo:
 

Per la storia, per la gloria di una città, con già la consapevolezza di aver
compiuto qualcosa di estremamente importante e già indimenticabile, l'Assitur
Catanzaro ha disputato la semifinale della Coppa Italia DNC. A darsi battaglia,
solamente sportiva, due delle formazioni più belle, giovani ed interessanti
dell’intero campionato, i giallorossi appunto, reduci dalla vittoria
scintillante ottenuta contro la Virtus Imola e la Luiss Roma vittoriosa ieri,
in rimonta, sul Basket Mestre, una delle candidate iniziali alla vittoria del
trofeo.Vista la posta in palio, i primi frangenti di gioco non potevano che
risultare contratti e sterili. Coach Tunno ripropone lo stesso starting five di
ieri pomeriggio, con Scuderi e Carpanzano a creare gioco, Mercurio e Sereni da
numero tre e quattro, nonché Fall, fra i giocatori più ammirati e seguiti della
manifestazione, da pivot vecchia maniera, nonostante le appena 24 primavere
sulle spalle. Roma risponde con Marzoli, Polselli ed Anselmi, Stijepovic
insieme all'ex violino Smorto, vecchia conoscenza dei catanzaresi, rivale in
moltissime partite nei campionati riservati alle categorie under. Entrambi i
quintetti puntano su una formula consolidata, difesa aggressiva e gran
velocità, anche se probabilmente troppi risultano gli errori al tiro da ambo le
parti. Prova ne sia che Scuderi firma per Catanzaro i primi due punti del match
addirittura dopo due minuti di gioco. Fall prova subito ad imporre la sua
fisicità sotto le plance, confermandosi come l'autentico trascinatore dei
giallorossi. Sono però due pesantissime triple del calabrese Smorto a portare
la Luiss ad un iniziale piccolo vantaggio a metà del primo quarto. Catanzaro
segna col contagocce, mentre la squadra universitaria della capitale mantiene
in mano la gara con Polselli, abile ad aumentare il gap in chiusura di quarto.
Stesso copione nel secondo periodo, ancora polveri bagnate per i giallorossi,
a differenza della coppia montenegrina Kavaric/Stijepovic che sale in cattedra
e costruisce un break importante fino al massimo vantaggio sul 26-17. Mercurio
e compagni non trovano più la via del canestro affidandosi alle sole incursioni
nel pitturato di Scuderi e qualche giocata di Sereni che fatica ad incidere,
anche a causa di qualche problemino fisico occorso nel quarto di finale. I
calabresi sono tenuti a galla dell’esperienza e dalla classe immensa del
proprio capitano, ma i nove punti di distacco rimangono sino alla sirena
dell'intervallo. Roma parte concentrata e prova a prendere il largo anche nella terza frazione,
mostrando una grande varietà di soluzioni offensive, portandosi fino al 51-32.
L’Assitur, sulle ali dell'orgoglio, prova a rientrare nel match, spinta ancora
da Cattani, che dopo essere stato sanzionato con un tecnico realizza due bombe
consecutive, contribuendo a portare i suoi fino al meno 6 a pochi minuti dalla
fine. Roma si risveglia con una schiacciata di Anselmi che carica l'ambiente e
consente ai biancoblu di rintuzzare gli ultimi tentativi giallorossi. La gara
termina così, con la tristezza di essere usciti ad un passo dalla meta, ma con
la gioia e l'onore di aver scritto pagine meravigliose di basket nel grande
libro dello sport calabrese. L'Assitur cede con l'onore delle armi, mettendosi
in mostra come una realtà innovativa ed interessante, tutta fatta in casa,
modello da comprendere e copiare per qualsiasi società, terminando questa
avventura tra gli applausi di tutti e la certezza di aver fatto un passo
ulteriore per diventare grande.