Antonia Lanucara (PD): lfatica delle donne non conosce sosta

Antonia Lanucara (PD): lfatica delle donne non conosce sosta
Riceviamo e pubblichiamo:
 

La fatica delle donne non conosce sosta.
I fatti, le storie, il femminicidio raccontano nel terzo millennio la realtà che dice: “voi donne dovete rendervi conto che non ci sarà un vero cambiamento!”
Questa è la nuova subalternità, voluta da un potere maschile ancora forte e trasversale.
Infatti il parlamento dice no alla parità di genere nonostante la presa di posizione, quasi unitaria, delle parlamentari.
Dobbiamo rimetterci a pensare per reagire, ovunque ci troviamo, dalle cucine di casa, mentre laviamo i pavimenti, mentre portiamo i figli a scuola, mentre riproduciamo tenendo nel cassetto i sogni collegati a diplomi e lauree non utilizzati per l’occupazione.
Dunque, riconosciamoci sorelle di nuove sventure e poniamo in essere il nostro potere che è quello di essere coerenti nello svolgere il sostegno qualificato e ricco di amore alla società umana che curiamo ogni giorno.
In questo contesto possiamo anche decidere di non votare più un maschio, anche se nostro padre, fratello o figlio.
So che la stampa è democratica ed è attenta a come si svolge la dialettica politica che ci consegna ancora una volta un luogo di vergogna.
Per favore, non parliamo più di quote rosa ma parliamo di persone di entrambi i sessi che devono essere sempre più qualificati per cambiare questo paese.
L’Italia senza le donne al comando, in parità con gli uomini, non raggiungerà i risultati che il governo Renzi si prefige.
Siamo state come sempre ancora una volta tradite.
Dobbiamo salvare ancora l’Italia dalle retrovie?
Come si potrà sconfiggere la cultura del femminicidio senza una reazione collettiva?
Il voto nel parlamento Italiano di ieri ricorda a noi donne e a tutti i maschi che i pregiudizi ritornano e sono sempre e comunque legati all’onore.
È forse un patto di onore la legge concordata tra Renzi e Berlusconi?
Noi donne, nei luoghi delle pubbliche decisioni, siamo certo portatrici dei bisogni primari della vita umana. Noi lottiamo per la felicità.
Sbugiardiamo dunque nelle strade chi comanda in maniera autoritaria.
Il limite in questa fase storica è rappresentato dalle mediazioni che si fanno nelle “stanze” invece di farle nelle piazze.
Quanto è accaduto ieri ci dice che Il cuore della politica è gravemente malato, ce ne vuole allora uno nuovo; noi donne ce l’abbiamo e siamo pronte a buttarlo al di la della staccionata.
È noto che il XX secolo sarà ricordato per la presa di coscienza umana delle donne e non permetteremo al XXI secolo di sconfiggere ciò che abbiamo conquistato.
Scendiamo tutte nelle piazze, è la il luogo nel quale dobbiamo porre la nostra azione di controllo per l’affermazione del bene comune paritario.
Ragione e sentimento sono al centro del sogno delle donne.
Il governo deve incontrarsi con la piazza delle donne e non solo con quella incoerente delle camere.
Da donne di Calabria riportiamo al centro la speranza con una partecipazione viva ricordando Giuditta Levato, a cui, in maniera ipocrita, è stato intestato un luogo nella sede del Consiglio Regionale.
Giuditta viene sparata nella pancia mentre era incinta, era contro ogni ipocrisia ed in punto di morte disse: ”quando suoneranno le campane a stormo per tutto il villaggio allora vedrete che torno”.
Il suo esempio da forza alle donne ancora oggi ed è esempio di donna libera e combattente uccisa a Calabricata perché non si era lasciata intimidire dai latifondisti il 28 novembre 1946, sia Lei punto di riferimento anche per la stesura e approvazione della legge elettorale che deve consegnare una nuova Calabria coraggiosa alle donne e agli uomini.

Reggio Calabria 11/03/2014
Antonia Lanucara
Dirigente PD, Responsabile Dipartimento Diritti e Dignità delle Persone