RC. Martedì incontro dedicato a Walter Chiari

RC. Martedì incontro dedicato a Walter Chiari
Riceviamo e pubblichiamo:
 

Nasceva il 2 marzo del 1924 Walter Chiari (pseudonimo di Walter Annichiarico) l’attore italiano che è stato uno dei protagonisti del teatro, serio e comico, del cinema e della televisione negli anni 50’ e 60’ del Novecento. All’artista, nel 90° anniversario della nascita, l’Associazione Culturale Anassilaos dedica un omaggio che si terrà martedì 18 marzo alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso con l’intervento di Biagio D’Agostino, responsabile cinema e televisione del Sodalizio e l’introduzione di Pino Papasergio. L’incontro si inserisce in un ciclo di omaggi ad artisti dello spettacolo televisivo e del teatro leggero che comprenderà, nei prossimi mesi, anche Delia Scala, Renato Rascel, Wanda Osiris ed altri. Parlare di Walter Chiari significa attraversare un momento importante della storia del paese all’indomani della guerra, che lasciò miserie materiali e morali, e accompagnarne la lenta ricostruzione fino al boom degli anni Sessanta. Egli infatti è stato un protagonista del teatro di rivista; autore di testi, attore cinematografico nei film commedia “Totò al Giro d’Italia” e i “Cadetti di Guascogna” e nel 1951 in “Bellissima”, il capolavoro di Luchino Visconti, nel quale interpretò, recitando con Anna Magnani, il ruolo del giovanotto cialtrone e un po’ dongiovanni. La sua vera passione continuò comunque ad essere la commedia musicale e il teatro leggero dove registrò i maggiori successi con “Buonanotte Bettina” e “Il gufo e la gattina”, insieme a Delia Scala, e poi, ancora nel 1960, con Sandra Mondaini, Ave Ninchi e Alberto Bonucci in un “Mandarino per Teo”. Nel teatro di posa recitò accanto ad Gianrico Tedeschi e Renato Rascel. La trasferta negli Stati Uniti, dopo il film “La Capannina” interpretato insieme alla diva americana Ava Gardner, con la quale intrecciò una tumultuosa storia d’amore che lo rese celebre nelle riviste mondane e di gossip dell’epoca, gli procurò anche un ingaggio a Broadway dove interpretò la commedia musicale “The gay life”. Tornato nel bel paese negli anni 60’ trovò nella televisione il mezzo più idoneo a manifestare il proprio talento e ad ottenere un immediato grande successo popolare. Sul piccolo schermo ripropose numerosi sketch tratti dalle riviste, il più celebre dei quali rimane quello del sarchiopone, e partecipò a numerosi programmi, tra i quali Studio Uno, diretto da Antonello Falqui. Nel 1968 condusse una delle più fortunate edizioni di Canzonissima con Mina e Paolo Panelli. Gli anni 70’ furono i più difficili per l’artista arrestato, proprio nel maggio di quell’anno, con l’ accusa di spaccio e consumo di droga. Dopo il carcere ricominciò una lenta difficile risalita anche se in un primo tempo dovette rinunciare alla grande ribalta della Rai per piccole emittenti televisive. Il ritorno alla televisione di stato avvenne tra il 1979 e il 1981. In quell’anno partecipò a Fantastico. Ritornò al grande teatro interpretando, nel 1986, insieme a Rascel “Finale di partita” di Beckett e poi ancora altri film tra i quali Romance di Massimo Mazzucco, per la cui interpretazione fu candidato alla Coppa Volpi quale migliore attore alla Mostra Cinematografica del Cinema di Venezia. La morte lo colse, improvvisamente, il 20 dicembre del 1991 per insufficienza cardiocircolatoria.