"L'accusa che mi viene mossa di avere costretto la Polizia municipale ad annullarmi arbitrariamente una contravvenzione è totalmente infondata". Lo afferma, in una nota, il consigliere comunale di Catanzaro Domenico Tallini, che è anche assessore regionale, in merito a quanto sarebbe emerso dall'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica sulla gestione del Comune di Catanzaro.
"Quella multa - prosegue - non poteva essere elevata per il semplice fatto che la macchina condotta dal sottoscritto è regolarmente autorizzata e munita dei 'pass', per la sosta ed il transito, che mi sono stati rilasciati nella qualità di consigliere comunale e regionale al pari al altre 'importanti istituzioni'. Risultano infatti annullate in autotutela, per casi similari al mio, circa settecento multe. Mi sono limitato a segnalare quel marchiano errore alla Polizia municipale. E visto che anche questo episodio, totalmente infondato, viene usato per screditarmi, voglio intanto ribadire di non avere mai chiesto annullamento di multe per nessuno tanto meno per me, per i miei familiari, per miei conoscenti. Sfido anche in questo caso chiunque a portare prove o affermare il contrario. Documenti alla mano posso dimostrare di non avere mai goduto di condizioni di privilegio".
Tallini allega alla nota i ruoli di Equitalia, dai quali, afferma, "si può facilmente desumere che il sottoscritto ha in carico una somma di euro 9.823 riguardante solo multe della Polizia municipale di Catanzaro, di cui euro 5.454 pagate negli anni 2007-2010-2012-2013 e euro 4.368 con ricorsi vinti davanti al giudice di pace nei vari anni nonché ultimo verbale pagato con bollettino postale del 24.01.2014 del Corpo Polizia municipale di Catanzaro. Se avessi avuto realmente il potere o l'arroganza di imporre la cancellazione delle multe, che mi si vuole ad ogni costo attribuire, nei ruoli di Equitalia risulterebbe zero".