VILLA S. GIOVANNI (RC). Perla dello Stretto, 'i sopravvissuti': siamo all'assurdo

VILLA S. GIOVANNI (RC). Perla dello Stretto, 'i sopravvissuti': siamo all'assurdo
Riceviamo e pubblichiamo:
 

La verità, in merito alla prima apertura del centro commerciale “La Perla dello Stretto”, a conoscenza dei pochi “intimi” addetti ai lavori, è uscita allo scoperto soltanto recentemente mostrando a tutti gli artifizi posti in essere per forzare un’apertura che altrimenti non sarebbe mai avvenuta. Quello che ad oggi stiamo perseguendo è un obbiettivo che guarda alla collettività, ovvero, evitare che si ripeta un passato indegno fatto di chiusure e fallimenti.
Siamo all’assurdo, quello che si sta verificando, negli ultimi mesi, attorno alla vicenda “Perla dello Stretto” è vergognoso! Siamo di fronte a forzature di ogni genere, persino a pensare di diffidare il comune che, in questa vicenda, è certamente parte lesa, come del resto lo sono tutti gli esercenti delle attività commerciali che in passato sono stati costretti a chiudere le attività e che soltanto oggi vengono a conoscenza dell’illegittima prima apertura del centro commerciale con il rilascio della licenza d’esercizio ottenuta illegittimamente con la falsa dichiarazione espressa in conferenza dei servizi, dell’esistenza di un piano urbanistico commerciale a Villa San Giovanni che mancava, e manca a tutt’oggi.
Insomma, una illegalità diffusa stante il fatto che il primo centro commerciale non doveva essere aperto ed è noto a tutti che l’immobile non ha, a tutt’oggi, la destinazione d’uso, in quanto incompatibile con quanto disposto in proposito dal Piano regolatore generale, dal regolamento edilizio e dalle norme tecniche di attuazione in vigore a Villa San Giovanni. Soltanto menzogne studiate a tavolino per mettere in scena l’ennesimo fallimento che, come il passato ha insegnato, finirà per pesare nuovamente sulle spalle degli esercenti delle attività commerciali sopravvissuti alla prima illegittima apertura, nonché sui cittadini ignari di tutto questo. Stiamo parlando di una struttura originariamente concepita come Fiat-Centro Assistenziale, intorno al 1968, e certamente non come centro commerciale. Una struttura che a seguito delle opere edilizie realizzate, (demolizione in parte di solai, trombe ascensori, scale mobili, soppalchi, scale d’emergenza ecc. ecc.), per l’apertura del centro commerciale “La Perla dello Stretto”, non ha mai avuto il certificato di agibilità se non con il recente certificato datato 11/10/2013 targato Cuneo, dove sono elencati una sequela di certificazioni tra il sacro e il profano, per il quale è stata richiesta, da più parti, la revoca in autotutela. Nessun accertamento è stato eseguito per tutti i lavori abusivi realizzati nella struttura ed è ancora più grave, ipotizzare l’apertura al pubblico, di un’immobile che ha avuto l’unico collaudo statico nel 1969 come fabbricato ad uso industriale e certamente non come centro commerciale, la cui normativa vigente prevede un sovraccarico per la struttura da adibire a centro commerciale, del doppio di quanto previsto nei calcoli di stabilità del progetto originario ad uso industriale.
Una vicenda caratterizzata da tasselli mancanti ben a conoscenza della stessa società, già “Locat spa” rinominata “Unicredit Leasing Spa”, proprietaria dell’immobile ex Fiat che aveva concesso alla società Romeo Antonino, in leasing, per un centro commerciale. In detto immobile venivano eseguiti dei lavori edilizi che comportavano la trasformazione integrale del preesistente fabbricato industriale a seguito del rilascio di una semplice autorizzazione ad eseguire i lavori di ristrutturazione senza verificare la rispondenza dei lavori realizzati alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione e precisamente la rispondenza degli stessi allo strumento urbanistico e ai regolamenti edilizi vigenti all’epoca dell’autorizzazione, all’accertamento del divieto imposto di non aumentare le superfici utili e il numero delle unità immobiliari ed alla verifica che non fosse stata modificata la destinazione d’uso dell’unità immobiliare e della costruzione.
Lavori ripresi dal 2012 sempre abusivamente per realizzare “La Nuova Perla dello Stretto”, in sfregio alla destinazione urbanistica prevista nel Piano Regolatore Generale, e alla legge vigente che sancisce che “per ottenere il permesso di costruire o la dichiarazione di inizio lavori, in un immobile, necessita che i lavori siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente”. Per altro, non sono mai state effettuate le opportune verifiche sismiche previste dalle normative vigenti. Questo vuol dire che esistono due italie, una per le persone che rispettano la legge e l’altra, per le persone che parlano e agiscono facendo finta di non capire e di non sapere, arrivando a giocare sul bisogno delle persone ed addirittura ad arrivare al punto di diffidare l’ente a non bloccare i lavori in corso, pretendendo atti in palese violazione delle leggi vigenti. Il tutto, a causa di plurimi comportamenti omissivi, per favorire, ancora una volta, in sfregio all’interesse pubblico che salvaguardi la comunità villese, l’interesse privato della società, Locat spa rinominata Unicredit Leasing Spa, che decide di vendere l’immobile ad essa pervenuto ad uso centro assistenziale Fiat, poi ristrutturato illegittimamente per l’apertura di un centro commerciale, così come oggi illegittimamente accatastato e riportato nel certificato di agibilità rilasciato l’ 11.10.2013 (103 subalterni di cui 53 parti comuni non censibili, 47 tra negozi ed uffici ed altre aree destinate a parcheggi).
A tanto non eravamo mai arrivati! Invitiamo, ancora una volta, ad effettuare, nell’interesse del bene comune, gli opportuni controlli, al fine di garantire tutta la cittadinanza e tutti i commercianti villesi che chiedono solamente di poter lavorare in un regime di libertà. Se in passato sono state violate e violentate le leggi non vuol dire che si debba continuare in questa illegalità diffusa.