"Sei anni di condanna e l'interdizione perpetua rappresentano una sentenza abnorme e lo dico riconfermando il rispetto per la magistratura giudicante: sono convinto che il Governatore Scopelliti tra Appello e Cassazione vedrà riconosciuta la sua innocenza". Lo afferma il senatore Antonio Gentile, coordinatore del Ncd calabrese.
"Bisogna leggere le motivazioni - prosegue Gentile - per poter commentare adeguatamente e giuridicamente la sentenza e non spetta a me questo compito, però resto convintissimo che vi sia stata una confusione tra responsabilità politiche e penali, che sono soggettive e ben diverse come aveva magistralmente ricordato il prof Nico D'Ascola stamani".
Gentile definisce "incostituzionale la parte della legge Severino che agisce dopo il primo grado in maniera interruttiva nei processi governativi e legislativi: la delega che come parlamentari al governo Monti fu oggetto di abuso da parte dell'esecutivo. Spero che quando arriverà la sospensione automatica, il presidente impugni il provvedimento dinanzi al Tar del Lazio e chieda che si pronunci la Consulta su una legge che emana disposizioni relativamente a reati ancora presunti e pregressi la sua introduzione. Bisogna arrivare anche sino al Consiglio di Stato per fare in modo che il giudice delle leggi valuti la norma che è afflittiva: può un giovane uomo politico come Scopelliti vedere interrotta la sua carriera politica per una condanna di primo grado ? E se sarà assolto in Appello chi lo risarcirà ?".
Gentile ribadisce la sua "solidarietà e quella di tutto il Nuovo Centrodestra al presidente Scopelliti: si è difeso nel
processo e non dal processo e sono certo che, nei gradi successivi, si stabilirà la sua estraneità ai fatti. La sua carriera politica continua e nessun giacobino può pensare di troncarla".