L’esemplare condanna di Scopelliti e l’implosione del “modello Reggio” che ha avuto nel governatore l’ispiratore e il principale interprete, segna una brusca accelerazione nella disarticolazione della compagine di governo regionale e mette in crisi un blocco di potere, trasversale, che da Reggio ha risalito la Calabria fino a Cosenza.
Le inchieste, gli scandali e la ribalta nazionale guadagnata negli ultimi mesi da pezzi importanti di quella maggioranza, non fanno che confermare la definitiva messa in crisi di un modello di (mal)governo che ha lasciato dietro di sé solo macerie e pesantissimi passivi di bilancio.
Le dimissioni per ora solo annunciate da Scopelliti, se confermate, porteranno allo scioglimento anticipato del Consiglio e a nuove elezioni.
Il fallimento del centrodestra regionale, anche se certificato dalla sentenza di un Tribunale, è tutto politico, come i calabresi sanno benissimo avendo purtroppo sperimentato sulla propria pelle anni di mala gestione e gli effetti di un degrado diffuso che il centrodestra non ha saputo affrontare e, meno che mai, avviare a soluzione.
In questo contesto le responsabilità di Scopelliti sono indiscutibili. Per anni ha tentato di accreditare l’immagine di una regione che non soffre gli effetti di un generale decadimento morale, economico, culturale e civile, mascherandolo dietro una cascata di lustrini e paillettes.
Le conseguenze di un atteggiamento così sconsiderato e irresponsabile, sono adesso pesantissime e gravano tutte sui cittadini che devono fare i conti con una qualità della vita che, in Calabria, non è mai stata così bassa.
Tornare al voto, in questo scenario, rappresenta un’occasione per risalire la china e gettare le basi per uscire dal tunnel imboccato dall’attuale governo regionale.
Anche se il quadro politico è notoriamente molto fluido e privo di riferimenti stabili, il Pse ribadisce che sarà in campo anche in questa consultazione al fianco delle altre forze di centrosinistra a cui saprà dare un contributo importante sia in termini di numeri che di sostanza politico-amministrativa ma soprattutto di rinnovamento della classe dirigente e della proposta politica.
Un processo di rinnovamento reale non può che partire dal basso già nella scelta del candidato a governatore, motivo per cui lanciamo un appello alle forze alternative al centrodestra per trovare un candidato comune attraverso lo strumento delle primarie di coalizione che sono, per noi, un punto vincolante, non eludibile, sul quale non possiamo – e non vogliamo - fare passi indietro.
In questo momento per la Calabria delicatissimo chiediamo un atto di coerenza agli altri partiti della coalizione affinché il cambiamento, da tutti predicato a parole, possa trovare attraverso il voto dei cittadini e il confronto democratico all’interno della coalizione, concreta ed effettiva attuazione.
Basti pensare che in gioco non c’è solo la scelta di un leader ma la necessità di voltare pagina rispetto ad un vecchio modo di intendere la politica come un affare di pochi per farla diventare un momento di reale partecipazione democratica di tutti i cittadini alla vita di una comunità.
PSE