Le dimissioni della giunta regionale presieduta da Scopelliti apre nuovi scenari anche in ambito sanitario. Difatti Scopelliti sin dall'inizio della sua legislatura era stato incaricato dal governo come commissario ad acta alla sanità per l'attuazione del Piano di Rientro. Un incarico che abbiamo sempre ritenuto politicamente forzato. Questo perchè nei fatti si e' deciso di dare in mano ad un presidente di Regione una delega assessorile con poteri super speciali in un comparto, come quello sanitario, che copre il 70% del bilancio regionale.
I dati/risultati di questo commissariamento nel corso di questi 4 anni sono chiari a tutti. Una gestione poco lineare e soprattutto che non ha mai del tutto portato alcun risultato concreto. Pensiamo alla costruzione dei nuovi ospedali in Calabria che l'on. Scopelliti voleva affidare, ad inizio mandato, alla Infrastrutture Lombarde, società in house della Regione Lombardia con affidamento diretto, snobbando di fatto la Stazione Unica Appaltante creata, sulla carta, per appalti di questo tipo. Le voci di protesta bloccarono tutto e la stessa Infrastrutture Lomabarde, proprio in questi giorni, e' finita agli onori della cronaca per pesanti truffe su appalti e incarichi in Lombardia.
Sul piano dell'assistenza pesa a suo sfavore una inefficace razionalizzazione della rete ospedaliera, con un taglio scellerato dei posti letto e quindi dei servizi senza tener conto della carenza o sproporzione di organico esistente nelle strutture ospedaliere. Il caso più eclatante che toccava la città di Catanzaro e' il decreto136/2011 che penalizza l'A.O. Pugliese colpendola sul piano della rete dell'Emergenza Urgenza. La gestione del caso Cardiochirurgia che Scopelliti, a suon di decreti, ha tentato in tutti i modi di trasferire nella "sua" Reggio. Possiamo continuare con la gestione del caso Fondazione Campanella, a cui non ha mai garantito una soluzione certa. Le varie note di demerito del tavolo interministeriale Massicci, leggi regionali bocciate. Il blocco del turnover. L'assenza di fatto di un efficace registro tumori nel territorio. E potremmo continuare ma ci fermiamo qui.
A questo punto l'auspicio e' che si possa uscire dal commissariamento il prima possibile, perchè questo vorrà dire che in Calabria si rientra da una crisi e che soprattutto ai cittadini sono garantiti i Livelli Essenziali di Assistenza. Nell'immediato, fino a scadenza del termine commissariale, occorre nominare un nuovo commissario, che per il significato stesso della parola deve essere qualcosa di estraneo alla politica, scegliendo una figura di livello e di tale competenza tecnica che riesca a coinvolgere, nel proprio operato, tutti gli addetti ai lavori che quotidianamente respirano e vivono di sanità.
Circolo PD Catanzaro "E. Lauria"
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