La Leonida Edizioni pubblica Le miniature del della saggista reggina Donatella Rizzi

La Leonida Edizioni pubblica Le miniature del della saggista reggina Donatella Rizzi
Riceviamo e pubblichiamo.
 

La Leonida Edizioni ha pubblicato Le miniature del <<De Arte Venandi CUMAVIBUS>> Il Milieu storico, artistico, culturale del MS. 717 della Biblioteca Universitaria di Bologna (Leonida Edizioni, 2014) della saggista reggina Donatella Rizzi; il testo è inserito all’interno della collana “Gli Allori”

Dall’introduzione a cura dell’autrice:
“La vastissima produzione critico-letteraria riguardante il De arte venandi cum avibus ha scandagliato ogni aspetto costitutivo del trattato sulla caccia con i rapaci composto dall’Imperatore Federico II di Svevia. Sono ancora molte, tuttavia, le questioni da chiarire: a quale stadio redazionale l’imperatore lasciò il suo trattato? Quale sorte subì l’archetipo federiciano? Quanto dell’archetipo è riflesso nel ms. 1071 della biblioteca Apostolica Vaticana, commissionato dal figlio di Federico II, manfredi? Per quale ragione il rex effettuò delle aggiunte e delle interpolazioni al testo paterno, ma fece ricopiare solo due dei sei libri dei quali era composto il trattato? molti dubbi riguardano ancora la committenza dei codici che tramandano il De arte venandi cum avibus, le botteghe che curarono il sistema illustrativo, i rapporti tra questi codici e l’archetipo. Il trattato federiciano è tramandato da tredici manoscritti, considerati anche i frammenti e le traduzioni vernacolari; il ms. 1071 della biblioteca Apostolica Vaticana è stato identificato come capostipite dei manoscritti in due libri del trattato. Il capostipite della famiglia di manoscritti in sei libri è invece il ms. 717 della biblioteca Universitaria di bologna, oggetto del presente
lavoro. Lo studio prende in esame il sostrato culturale e letterario sul quale si colloca il trattato federiciano e gli esiti raggiunti dagli epigoni del genere cinegetico, al fine di dimostrare la lontananza del De arte venandi cum avibus dalla tradizione, ma anche
dalla trattatistica successiva, e di individuare le motivazioni di tale lontananza [...]”

Donatella Rizzi è laureata in Conservazione dei Beni Culturali a Parma e si è specializzata a Cosenza. E’ cultrice della materia per le cattedre universitarie di Storia dell’Arte Moderna e Storia dell’Arte Contemporanea. Insegna Storia dell’Arte nei Licei e Istituti della provincia di Reggio Calabria.