“Una perdita importante per il mondo della cultura: la morte di Saverio Strati ci addolora, ma rimarrà sempre presente il grande patrimonio letterario che ci ha lasciato”. Con queste parole il Presidente della Fondazione dei Calabresi nel Mondo Giuseppe Galati commenta la scomparsa, a Scandicci, dello scrittore calabrese, nativo di Sant’Agata del Bianco.
“Strati – aggiunge il Presidente Galati - dimostrò sin da ragazzo un amore vero per la scrittura che coltivò nonostante i disagi dell’epoca che lo costrinsero ad emigrare in Svizzera. Nonostante le difficoltà ed i sacrifici fatti, la sua passione per il mondo della letteratura fu talmente forte che lo portò ad essere insignito nel 1977 del premio Campiello con il romanzo “Il Selvaggio di Santa Venere”.
“La Fondazione dei Calabresi nel Mondo ricorda il grande scrittore italiano che ha segnato – conclude - un momento significativo nella storia della letteratura e della cultura calabrese e nazionale attraverso i suoi romanzi ricchi di sentimenti, valori autentici e storie di vita della gente del Mezzogiorno”.