Prodotti scaduti con la data cambiata e distribuiti nei distributori automatici delle scuole a Catanzaro. E' questo uno degli aspetti che emerge dall'indagine della squadra mobile di Catanzaro che ha portato all'arresto degli imprenditori Francesco e Massimo Falsetta.
Il giudice per le indagini preliminari, Abigail Mellace, nell'ordinanza di custodia cautelare evidenzia che "secondo quanto emerso dalle intercettazioni il Falsetta, nella sua qualità di titolare e amministratore di aziende e società che offrono servizi di mensa scolastica a scuole ed enti pubblici o altre simili prestazioni, non disdegna di ricorrere ad operazioni fraudolente finalizzate a turbare gare e appalti pubblici in corso di svolgimento, grazie alla fattiva collaborazione di oggetti con i quali coopera".
Nella commissione di tali condotte - prosegue il giudice - sono anche emersi allarmanti fatti di reato posti in essere ai danni di minori, utenti di alcuni servizi automatici di erogazione di prodotti freschi presenti nelle scuole.
Chiarissime conversazioni dimostrano come Falsetta, servendosi sempre della collaborazione di altri soggetti, somministri pasti di qualità scadente e, addirittura, non esiti a posticipare di qualche giorno la data di scadenza di prodotti freschi, già scaduti ed erogati attraverso macchinette automatiche".
"Del resto - conclude il Gip - che le sue aziende facciano uso di generi alimentari di scarsa o insufficiente qualità emerge anche da altre intercettazioni dalle quali si ricava come l'indagato riesca a superare alcuni mirati controlli solo perchè previamente avvisato da un funzionario compiacente il quale nell'occasione gli da anche le dritte giuste per ingannare i colleghi nel corso delle successive operazioni di verifica".
Sono numerose le 'amicizie' influenti su cui potevano contare i fratelli Francesco e Massimo Falsetta, arrestati dalla Squadra mobile di Catanzaro. Uno dei casi significativi è che i due riuscirono ad ottenere una "modulazione diversa delle disposizioni comunali" per consentire ai loro clienti di raggiungere con comodità il loro ristorante.
E' quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari nei confronti dei fratelli Falsetta, accusati di sfruttamento della prostituzione.
Il giudice Abigail Mellace, nella sua ordinanza, sostiene che "dalle intercettazioni si apprende che Falsetta, ritenendo pregiudizievole per i suoi interessi economici l'ordinanza sindacale che disponeva la chiusura del traffico del centro cittadino in prossimità del suo locale, non esita a contattare dapprima il 'maresciallo' competente e poi di persona lo stesso Sindaco per chiedere (e prontamente ottenere) una diversa modulazione delle disposizioni comunali al solo fine di consentire alla sua clientela, 'che cena verso le nove', di raggiungere senza sforzo il ristorante. Molteplici, dunque, sono le relazioni di cui il Falsetta si serve per i propri personali interessi, relazioni caratterizzate da un deprecabile scambio tra le parti di illeciti favori".
"Favori - conclude il giudice - che l'indagato è in grado di assicurare anche e soprattutto grazie alle modalità inusuali e disinvolte di gestione delle sue strutture alberghiere, chiaramente in grado di offrire ai vari clienti delle prestazioni aggiuntive, dei servizi extra dei quali, all'occorrenza e su richiesta, si può beneficiare. Ricorrendo a tale stratagemma ad esempio, secondo quanto risulta dalle captazioni, l'indagato otteneva per sè e la sua famiglia, da esponenti delle forze dell'ordine, biglietti gratuiti per partecipare a manifestazioni ed eventi sportivi o altre personali agevolazioni".