"Il 21 aprile del 1916 Giacomo Mancini nasceva, a Cosenza, da Pietro Mancini,
che nel 1921 fu il primo deputato socialista della Calabria, e da donna Giuseppina de Matera". E' quanto
afferma, in una nota, Pietro Mancini, figlio dell'ex ministro e presidente della
Fondazione Giacomo Mancini. "Intendiamo ricordarlo, ad amici, estimatori,
avversari - prosegue - con le parole, con cui il 'Leone socialista' volle
sintetizzare il significato del suo costante impegno politico e della sua
fruttuosa attivita' di governo: 'ho tentato di infrangere il cerchio di omerta',
di far capire che i mali del Sud andavano attribuiti anche alla classe dirigente
meridionale. Prima, il Mezzogiorno era un cimitero di opere non ultimate. Io ho
dato la prova che alcune cose si possono fare, e nei tempi giusti. Se avessi
dato retta ad alcuni miei amici calabresi, che mi consigliavano di procedere con
cautela, sarei rimasto un modesto deputato del Sud, uno spettatore di decisioni
assunte sempre fuori, e spesso contro, il Mezzogiorno. Se guardo indietro, a
partire da quel 18 aprile del 1948, quando venni eletto giovane deputato
socialista, posso dire di essere stato leale e coerente nei confronti della mia
regione e di quella parte del Sud, di cui ho incarnato ideali e bisogni. Il mio
dovere di deputato socialista, eletto dalla Calabria, per concorrere al superamento della questione
meridionale, l'ho fatto in pieno'". "Ti rivolgiamo un grato e affettuoso
pensiero, caro e rimpianto Giacomo Mancini - sostiene ancora Pietro Mancini -
leader sempre con la schiena dritta e mai con il cappello in mano,
meridionalista del fare, non delle chiacchiere e delle narrazioni. Ci manchi
tanto".
che nel 1921 fu il primo deputato socialista della Calabria, e da donna Giuseppina de Matera". E' quanto
afferma, in una nota, Pietro Mancini, figlio dell'ex ministro e presidente della
Fondazione Giacomo Mancini. "Intendiamo ricordarlo, ad amici, estimatori,
avversari - prosegue - con le parole, con cui il 'Leone socialista' volle
sintetizzare il significato del suo costante impegno politico e della sua
fruttuosa attivita' di governo: 'ho tentato di infrangere il cerchio di omerta',
di far capire che i mali del Sud andavano attribuiti anche alla classe dirigente
meridionale. Prima, il Mezzogiorno era un cimitero di opere non ultimate. Io ho
dato la prova che alcune cose si possono fare, e nei tempi giusti. Se avessi
dato retta ad alcuni miei amici calabresi, che mi consigliavano di procedere con
cautela, sarei rimasto un modesto deputato del Sud, uno spettatore di decisioni
assunte sempre fuori, e spesso contro, il Mezzogiorno. Se guardo indietro, a
partire da quel 18 aprile del 1948, quando venni eletto giovane deputato
socialista, posso dire di essere stato leale e coerente nei confronti della mia
regione e di quella parte del Sud, di cui ho incarnato ideali e bisogni. Il mio
dovere di deputato socialista, eletto dalla Calabria, per concorrere al superamento della questione
meridionale, l'ho fatto in pieno'". "Ti rivolgiamo un grato e affettuoso
pensiero, caro e rimpianto Giacomo Mancini - sostiene ancora Pietro Mancini -
leader sempre con la schiena dritta e mai con il cappello in mano,
meridionalista del fare, non delle chiacchiere e delle narrazioni. Ci manchi
tanto".