69 anni fa usciti dal ventennio fascista dove la democrazia ed i diritti sono stati soffocati dal Potere costituto, e dopo una guerra devastante che ha provocato migliaia di morti, le Forze sane del paese, uomini e donne che grazie alla resistenza partigiana riuscirono a liberare l’Italia da quel sistema autoritario ed opprimente, scrissero la nuova Costituzione.
Per loro (le migliori espressioni politiche e le migliori esperienze giuridiche dell’epoca) scrivere la Carta Costituzionale significò scolpire un sistema di regole attraverso le quali garantire la democrazia e dare ai cittadini italiani un insieme di diritti attraverso i quali potersi esprimere liberamente.
Ma quell’insieme di principi e di regole invidiato in tutto il mondo da anni è sotto attacco da varie parti dei poteri e corporazioni che si sono formate nel nostro paese.
Per questo mi domando se oggi viviamo in una democrazia vera e se veramente ai cittadini è garantito il diritto di esprimersi liberamente e di esprimere liberamente il loro ingegno, le loro conoscenze e competenze nel nostro Paese.
È libero il cittadino che non lavora e che nella migliore delle ipotesi vive con un sussidio al di sotto della soglia di sopravvivenza?
Sono liberi quelle migliaia di cittadini che proprio in ragione delle loro precarie condizioni economiche sono costretti a mangiare presso le mense della Caritas o delle tante organizzazioni disseminate nelle nostre città?
Sono essi liberi di esprimere il loro pensiero, di manifestare le loro idee?
Sono libere le migliaia di lavoratori e lavoratrici precarie che oggi rappresentato le nuove generazioni, le “intelligenze” grazie alle quali si muovono Amministrazioni, Ospedali, imprese, scuole?
Sono libere quelle intelligenze - tantissime – che grazie ad uno Stato del tutto indifferente sono costretti ad emigrare all’espero per poter esprimere al meglio le loro competenze e le loro conoscenze?
Sono liberi tutti quei ragazzi ai quali è pregiudicato il diritto di studiare nelle facoltà dove si praticano gli studi per i quali sono portati grazie ad uno Stato che impone dei test assurdi che sono solo un freno alla possibilità di accesso al mondo scientifico?
Sono liberi quei giovani che solo perché non hanno genitori facoltosi non possono frequentare le stesse scuole private che sono riservate solo ai ricchi e non a chi è preparato?
Sono liberi i cittadini dove c’è l’oppressione mafiosa, ndranghetistica o camorristica (ormai estesa in tutto il territorio)?
Sono liberi quei cittadini che non possono praticare la giustizia perché oggi la Giustizia costa tanto ed è accessibile sono a chi è facoltoso e quindi non possono esercitare i loro diritti?
Sono liberi i cittadini italiani che non possono spostarsi liberamente sol perché nel tempo – e grazie ad un sistema di privatizzazione dei servizi - si sono resi i trasporti costosissimi ed il sistema dei trasporti è limitato solo ad alcune aree del Paese e non in altre (vedi Jonica reggina)?
È libero un paese che seguendo una concezione liberista decide che le Istituzioni dello Stato devono essere abolite o limitate come stà avvenendo per il Senato della Repubblica che dura dall’epoca romana?
Lo Stato Italiano pratica ed attua la Costituzione?
Per tutto questo e per combattere tante altre storture, per difendere la democrazia, per difendere la Costituzione oggi sarò insieme ad una delegazione del mio Partito alla Villa Comunale per partecipare alla Festa della Liberazione.
Avv.to Lorenzo Fascì
Segretario PdCI Reggio Calabria