"L'atto di 'liberazione", che richiama la festività del 25 aprile era già iniziato quando i giornalisti si erano opposti alla richiesta dell'ex editore di aumentare al 60 per cento la quota degli ammortizzatori sociali a carico dello Stato". Lo ha detto il segretario del sindacato dei Giornalisti della Calabria e vicesegretario nazionale della Fnsi Carlo Parisi che ha partecipato alla conferenza stampa con il direttore de L'Ora della Calabria Luciano Regolo.
Parisi, nel corso del suo intervento, ha rilevato delle "stranezze nelle comunicazioni del liquidatore, il quale ha scritto che la procedura era in corso dal 27 marzo. Perché allora Bilotta ha consentito che L'Ora della Calabria continuasse ad andare in edicola? Lui ha risposto per evitare che la testata perdesse valore. Noi avevamo chiesto di conoscere le entrate correnti per avanzare una proposta per rilevare il giornale, ricordando che l'ex editore Alfredo Citrigno ci aveva detto che sarebbe bastato vendere mille copie in più per migliorare la situazione finanziaria. Quando i giornalisti hanno chiesto di conoscere la realtà dei conti, a quel punto la situazione è inspiegabilmente precipitata''.
La cosa ancora più grave è l'oscuramento del sito poiché ''alla fine dello sciopero proclamato, i giornalisti - ha aggiunto - sono rientrati sul posto di lavoro. Il liquidatore dovrà spiegare anche perché ha continuato a pagare i 66 dipendenti in questi giorni. Il liquidatore Bilotta deve rispondere di censura. Si può sospendere il sito, ma non cancellarlo. Questo può farlo solo la magistratura".