"Un giornale che chiude fa sempre tristezza, in modo particolare quando porta la voce della libertà". Lo ha detto, è scritto in una nota, l'arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Salvatore Nunnari, che stamani si è recato nella sede centrale dell'Ora della Calabria per incontrare il direttore Luciano Regolo e la redazione dopo la decisione del liquidatore di far cessare la pubblicazione.
"Sono venuto come vescovo - ha detto il presidente della Conferenza episcopale calabra - ma anche come giornalista. Sono stato segretario regionale nonché consigliere nazionale della Fnsi. Una voce libera si spegne ed è giusto essere qui oggi per starvi vicino in un momento così duro e difficile. C'è poi da considerare un altro aspetto: i lavoratori e le loro famiglie che si trovano improvvisamente senza un reddito e in una situazione molto difficile perché oggi non è certo semplice trovare nuovi sbocchi professionale. Questa è la preoccupazione che mi rende ancora più triste". Al riguardo ha ricordato quando, da sindacalista dell'Fnsi, seguì la "tragedia" della chiusura del "Giornale di Calabria", "il giornale di Mancini, lo chiamavamo noi. Era guidato da un grande direttore, Piero Ardenti. Andammo dove lo stampavano. Non ci fu verso di salvarlo. E ora, cosa posso fare per voi? Vorrei aiutarvi".
Il direttore dell'Ora gli ha risposto che già la sua presenza e la sua preghiera sono uno sprone e un aiuto, in un momento in cui tutta la redazione sta vivendo il calpestio delle libertà sindacali. A Regolo che, prosegue la nota, "ha ricordato quanto accaduto lo scorso venerdì santo quando, mentre i giornalisti erano in sciopero, il liquidatore ha ordinato la sospensione delle pubblicazioni e l'oscuramento del sito senza alcuna motivazione né preavviso, Nunnari ha risposto significativamente: 'Nel libro Autobiografia di Cosa Nostra, scritto da Giuseppe Caldarola, il boss pentito Messina dice che la mafia non ammazza solo di venerdì in memoria del venerdì Santo, in cui si ricorda la crocifissione di Gesù Cristo.
Evidentemente nel vostro caso non c'è stata neppure questa accortezza'".
Nunnari, infine, "ha auspicato che la squadra dell'Ora continui a fare il proprio lavoro, magari con una nuova proprietà e che nasca, secondo gli auspici presentatigli dal direttore, un nuovo polo di informazione organizzato in modo trasparente e imprenditorialmente efficace, con logiche proprie del mercato editoriale e non legate ad altri interessi".