Esprimo piena solidarietà e totale sostegno al direttore e ai giornalisti de 'L'Ora della Calabria'. Sento, tra l'altro, il dovere, in qualità di cittadino e di rappresentante delle Istituzioni, di condannare la vicenda che li vede parte offesa di un 'modus operandi' profondamente antidemocratico e lesivo della dignità della persona. Tutto ciò risulta ancor più grave quando ad essere colpiti sono i rappresentanti degli organi di informazione, poiché si mette seriamente a rischio l'alto valore delle norme morali e comportamentali di ogni società civile con gravissime ricadute per la nostra comunità. L'importanza che una informazione libera ed indipendente riveste nel tessuto sociale è, dunque, fondamentale affinché si salvaguardino i valori della libertà di espressione e di informazione anche a garanzia dei cittadini. Per tali ragioni, ritengo che ogni singolo cittadino debba sentirsi parte offesa in questa vicenda, governata da non edificanti istinti dell'animo umano, quali la prevaricazione, la scorrettezza e l'insolenza. Infatti, l'arroganza, l'arbitrarietà alla base della chiusura de 'L'Ora della Calabria' e il conseguente trattamento riservato ai giornalisti, è un attacco inaccettabile nei confronti dell'intera comunità, che rappresenta un atto di inciviltà tra i più biechi proprio perché vuole minare il diritto di informazione e di informare, ma anche i diritti inviolabili dei lavoratori. Restare in silenzio o inermi di fronte ad azioni di tale prepotenza rischia di portare la società ad un asservimento totale in merito ad atti del genere. Proprio in una fase così delicata, è, dunque, necessario fare quadrato e sostenersi a vicenda per non permettere che la logica perversa da cui muovono simili ignobili azioni non produca ulteriori effetti negativi ed irreparabili per i giornalisti e per il sistema dell'informazione in genere, ma anche non diventi sistema imperante.
On.le Pasquale Tripodi