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FRANCESCO. La ndrangheta è adorazione del male. I mafiosi non sono con Dio: sono scomunicati

FRANCESCO. La ndrangheta è adorazione del male. I mafiosi non sono con Dio: sono scomunicati
"La 'ndrangheta è adorazione del male, i mafiosi non sono in comunione con Dio sono scomunicati", dice il Papa parlando a braccio.
 
Insieme al Pontefice, nella Piana di Sibari, concelebrano i vescovi della Calabria con monsignor Nunzio Galantino, vescovo di Cassano, e centinaia di preti. Il Papa ricorda che quella di oggi "è la festa in cui la Chiesa
loda il Signore per il dono dell'Eucaristia" e osserva: "prima di tutto noi siamo un popolo che adora Dio. Noi adoriamo Dio che è amore, che in Gesù Cristo ha dato se stesso per noi, si è offerto sulla croce per espiare i
nostri peccati e per la potenza di questo amore è risorto dalla morte e vive nella sua Chiesa. Noi non abbiamo altro Dio all'infuori di questo! Quando non
si adora Dio si diventa adoratori del male".
 
"La vostra terra tanto bella conosce segni e conseguenze del peccato: la 'ndrangheta è questo, adorazione del male. - dice il Papa a braccio -. I mafiosi sono scomunicati. E per questa fede, noi rinunciamo a satana e a tutte le sue seduzioni; rinunciamo agli idoli del denaro, della vanità, dell'orgoglio e del potere. Noi cristiani
non vogliamo adorare niente e nessuno in questo mondo se non Gesù Cristo, che è presente nella santa Eucaristia".
 
"Forse - dice il Papa - non sempre ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che significa questo, di quali
conseguenze ha, o dovrebbe avere questa nostra professione di fede". Da qui il monito di Bergoglio: "Oggi chiediamo al Signore che ci illumini e ci converta, perché veramente adoriamo solo lui, e rinunciamo al male in tutte le sue forme. Ma questa nostra fede nella presenza reale di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nel pane e nel vino consacrati, è autentica se noi ci impegniamo a camminare dietro a lui e con lui.
 
Il popolo che adora Dio nell'Eucaristia è il popolo che cammina nella carità".