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Fiorenza (Cidec) su economia calabrese

Fiorenza (Cidec) su economia calabrese
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Il rapporto di Banca d’Italia sull’economia regionale calabrese non si discosta purtroppo da quanto era lecito attendersi, anche alla luce di quanto anticipato dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria, appena pochi giorni prima, sullo scenario economico della nostra provincia.
Il 2013 è stato un altro anno orribilis, segnato da un ulteriore decremento del PIL regionale, da un sensibile aumento del tasso di disoccupazione, da un calo del credito a famiglie e imprese; qualche spiraglio è rintracciabile solo nella sostanziale tenuta del comparto agro alimentare che diventa così trainante per la nostra economia e che dunque merita una diversa considerazione in fase di programmazione economico finanziaria.
Il Commercio ha invece risentito direttamente degli effetti della contrazione del reddito disponibile, con un calo sostanziale in tutte le categorie merceologiche ad eccezione dei prodotti tecnologici: calo a cui corrisponde un aumento dei prezzi al consumo superiore alla media nazionale.
Neanche dal settore turistico emergono buone nuove: la contrazione è in linea con la media nazionale, anche se aumenta la componente di stranieri e la spesa procapite, ma restano i problemi legati alla stagionalità dei flussi e alla effettiva capacità di ricezione, intesa globalmente come offerta turistica e culturale.
Con queste premesse appare inevitabile che tutti gli indicatori economici girino in negativo. Le imprese soffrono di una carenza strutturale di fondi da investire, anche per rinnovarsi e innovare, ed hanno sempre meno possibilità di accesso al credito (oppure vi accedono con tassi mediamente più alti di 3 punti sulla percentuale media del resto del Paese).
Per uscire da questo pantano non bastano le iniziative di finanza regionale, che dal rapporto si dimostrano poco efficaci e peraltro sempre in ritardo rispetto alla contingenza: da segnalare come ad oggi non si sia ancora dato corso al POR 2014-2020 che dunque, ad andar bene, partirà con 1 anno di ritardo.
Ritardi inaccettabili che si traducono per la finanza regionale in un consistente aumento di criticità e fragilità, soprattutto se teniamo in considerazione un altro fattore che emerge chiaramente dal rapporto di Bankitalia, cioè che la Pubblica Amministrazione è tra i principali committenti delle aziende calabresi, che vedono così dilatarsi i tempi per i pagamenti nonostante i rilievi e le procedure di infrazione aperti dalla UE.
Insomma occorre un cambio deciso di passo, che deve coincidere con un ricorso maggiore alla concertazione con le parti sociali, unico strumento in grado di garantire l’efficacia delle misure da intraprendere. Ma si deve a nostro avviso intervenire anche sul sistema bancario regionale, facendo funzionare al meglio gli strumenti di garanzia finanziaria che, poco graditi alle banche, non hanno prodotto gli effetti desiderati.


Il Presidente Regionale
Maurizio Fiorenza