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RC. Atam, il Tribunale fallimentare ha accolta l'istanza di concordato

RC. Atam, il Tribunale fallimentare ha accolta l'istanza di concordato
ReP
 

La sezione fallimentare del Tribunale reggino ha deliberato positivamente sulla domanda di concordato in bianco presentata da Atam, rinviando nel contempo al 24 settembre la trattazione dell’istanza di fallimento. In pratica, entro 60 giorni, eventualmente rinnovabili, è richiesta all’azienda la predisposizione di un piano di risanamento credibile e sostenibile, avallato da un attestatore terzo. Nel frattempo, e per l’intervallo concesso, scattano misure restrittive in ordine agli atti di ordinaria e straordinaria gestione che sono soggetti alla vigilanza costante del Tribunale. Con l’atto di recepimento della proposta concordataria, pertanto, si blocca provvisoriamente la fase del fallimento di Atam, nell’estremo tentativo di predisporre un disegno organizzativo-istituzionale ed economico-finanziario che sappia dimostrare la capacità dell’azienda di risanarsi ed avviare un nuovo percorso produttivo improntato a trasparenza ed efficienza, pur nei vincoli dell’attuale stato del trasporto pubblico locale.
“Impresa non facile e scontata - ammonisce l’amministratore unico prof. Antonino Gatto - che richiede unità di intenti ed il concorso parallelo e convergente di tutti gli attori coinvolti. Non ultima la cittadinanza, che deve sentire come patrimnio della città l’Atam, divenenendone sostenitrice e, quindi, interlocutrice vigile ed interessata”. Ovvio che ogni buon proposito è inscindibilmente legato al riconoscimento tempestivo dei crediti da parte della Regione da cui dipende, di rimando, l’ammontare del contributo del Comune per la ricapitalizzazione di Atam. L’azienda, col recente quanto sofferto accordo sindacale sulla riduzione del costo del lavoro e la internalizzazione di importanti servizi, ha già mostrato di saper rispondere concretamente allo stato di crisi. Nel frattempo, in presenza di una drammatica carenza di liquidità, il servizio di trasporto pubblico non può essere assicurato al meglio delle attese dei cittadini. E di tanto l’Amministratore Unico intende “scusarsi con l’utenza, nell’auspicio di tempo migliori”.