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LAMEZIA. Gianturco (Casapound): in città troppe barriere architettoniche

LAMEZIA. Gianturco (Casapound): in città troppe barriere architettoniche
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“L‘amministrazione comunale abbandona i disabili tollerando le barriere architettoniche. La Guardia Medica a Lamezia sud ha come accesso una scala di ferro e l’Ufficio Handicap su Corso Numistrano è posto al primo piano, senza ascensore. Come fa una persona costretta sulla carrozzina, a recarsi presso gli uffici che dovrebbero tutelarla? Il sindaco Speranza anziché cercare una poltrona più comoda in Regione, pensi a risolvere questi problemi, una vergogna per tutta la città. I consiglieri comunali si diano una svegliata o vadano a tutti a casa”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, responsabile regionale dell’associazione di promozione sociale CasaPound Italia.

“L’amministrazione comunale di centrosinistra – afferma Mimmo Gianturco – guidata dall’ormai ex coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, abbandona i disabili tollerando le troppe barriere architettoniche presenti in città. La Guardia Medica a Lamezia sud ha come accesso una stretta scaletta in ferro, in una stradina buia e con una scarsa segnaletica. Per non parlare poi dell’Ufficio Handicap del comune di Lamezia, posto al primo piano del palazzo comunale di Corso Numistrano, senza ascensore. Come fa una persona costretta sulla carrozzina, a recarsi presso gli uffici che dovrebbero tutelarla?”.

“Il sindaco Gianni Speranza – continua l’esponente di CasaPound – anziché pensare alle elezioni per trovare una poltrona più comoda in Regione, pensi a risolvere questi gravi problemi, che sono una vergogna per la terza città più popolosa della Calabria. Si sposti l’ufficio presso una sede più idonea o s’installi un ascensore per disabili. I soldi comunali si usino per la tutela dei diritti dei cittadini, e non più per creare clientelismo e finanziare gli amici degli amici”.

“I consiglieri di opposizione – conclude Gianturco – si diano una svegliata, vigilino sulle malefatte di quest’amministrazione, o vadano tutti a casa".