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ROSSANO (CS). Tribulane: l'area urbana chiede decreto correttivo

ROSSANO (CS). Tribulane: l'area urbana chiede decreto correttivo
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Il Guardasigilli Andrea Orlando nella seduta del Consiglio dei Ministri del prossimo Lunedì 30 Giugno 2014 o in quella immediatamente successiva, in sede di discussione del “pacchetto giustizia”, si faccia promotore dell’adozione urgente del provvedimento correttivo che preveda la riapertura immediata del Tribunale di Rossano.

È questo, quanto, ha deliberato il Consiglio comunale congiunto delle Città di Rossano e Corigliano, riunitosi nel pomeriggio odierno (venerdì 27 giugno 2014) presso la Sala consiliare del Centro storico, alla presenza dei Sindaci Giuseppe Antoniotti e Giuseppe Geraci, delle rispettive Giunte municipali e di entrambi i componenti delle Assemblee, convocato dai Presidenti Scarcello (Rossano) e Magno (Corigliano) in seduta straordinaria per discutere della soppressione del Tribunale. Il deliberato è stato trasmesso al Ministero già nella serata d .

DI SEGUITO L’INTERVENTO DEL SINDACO DI ROSSANO GIUSEPPE ANTONIOTTI

Quella odierna è l’ennesima pagina che scrivono insieme i due Comuni di Rossano e Corigliano. Le due città dell’Area urbana che insieme condividono idee di sviluppo, progettualità concrete e i canali di finanziamento, ma anche le diverse problematiche che affliggono questo territorio. Purtroppo, constatiamo amaramente che sono troppi i danni che ha subito negli anni questo comprensorio, il più grande ed esteso comprensorio urbano della Calabria. Sono stati e continuano ad essere continui gli scippi perpetrati a danno della nostra comunità. Tutte circostanze, queste, che ci inducono a studiare un percorso comune. , stiamo percorrendo insieme, come entità concreta e reale di Area urbana, e prossimamente inizieremo a parlare anche di Comune Unico. Penso, infatti, che subito dopo l’estate ritorneremo a discutere e a confrontarci in modo tangibile sulla possibilità dell’unione dei Comuni. Prima, però, ogni sforzo dovrà essere impiegato per salvare il Tribunale di Rossano. Una condizione necessaria per programmare nuove prospettive per questo territorio. Sia chiaro, la battaglia per la salvaguardia del Tribunale, non è una battaglia di Rossano. Il Palazzo di Giustizia deve essere considerato al servizio di un comprensorio di venti comuni e di oltre 100mila abitanti. Il fatto che la sede sia a Rossano è solo un fattore secondario, una connotazione logistica. Sarebbe un errore grave ed imperdonabile una valutazione superficiale e campanilistica della questione. I cittadini coriglianesi devono sentire proprio il Tribunale di Rossano, così come i rossanesi sentono proprio il porto di Corigliano, che rappresenta un altro anello importante nella grande catena dello sviluppo per questo territorio. È necessario far sentire la nostra voce, unica e forte, a chi vorrebbe continuare a sopprimere tutti i diritti di quest’area della Calabria. Il disagio della chiusura del nostro presidio giudiziario rappresenta principalmente un danno alle popolazioni dell’entroterra, costrette a sobbarcarsi centinaia di chilometri fino a Castrovillari e spese esorbitanti per espletare anche una piccola commissione giudiziaria. Questo a causa dei diversi disagi e dell’arretratezza infrastrutturale di quest’area. Come ad esempio, la mancanza di strade efficienti e sicure e la carenza dei mezzi di trasporto. Non serve ripercorrere le tappe salienti della cronistoria che ha portato all’accorpamento del Tribunale. Una storia triste, purtroppo nota a tutti. Perché altrimenti dovremmo parlare della storicità del presidio, uno dei primi nati dopo l’Unità d’Italia; della mole di lavoro che ha prodotto, oppure dei numerosi investimenti che le Amministrazioni comunali, negli anni, hanno varato per ammodernare il Palazzo di Giustizia e i servizi annessi.

Purtroppo, da tutta questa vicenda, finora, abbiamo tratto una conclusione: che le ragioni venali dei burocrati dello Stato hanno avuto la meglio sulle esigenze della democrazia. I tribunali chiusi in Italia rispettano la logica degenerante, e forse anche perversa, dei tagli a tutti i costi. Basti pensare che una delle ultime proposte avanzate in ultima istanza nell’estate scorsa, per scongiurare la chiusura, fu quella della Regione Calabria di addossarsi i costi di gestione della struttura. Eppure, nonostante lo sgravio totale degli oneri, che si attestavano a circa 500mila euro l’anno, sulle casse dello Stato si è continuati imperterriti  verso la soppressione. Sulla chiusura del nostro Tribunale i burocrati hanno le loro grandi responsabilità. E la politica non può cedere il passo ai burocrati. Come dimenticare, ancora, l’ormai ex dirigente del Ministero della Giustizia, Luigi Birritteri, convinto che il Tribunale della SIbaritide fosse un membro morto del sistema giustizia italiano. Senza che mai lo stesso si fosse realmente reso conto dei deficit, delle criticità e dei disagi della Sibaritide.  questo signore è stato sostituito e almeno sappiamo che non potrà nuocere più all’Area Urbana e al territorio. Non può interferire più sulla possibilità di varare un decreto correttivo che possa salvare il presidio giudiziario di Rossano.

Ecco perché, abbiamo il dovere di continuare a sperare che sul palazzo di giustizia della Sibaritide non si abbatta definitivamente la scure della soppressione. Al momento esiste solo l’ennesimo parere tecnico che risponde alle logiche della spending review. L’ultima parola, adesso, spetta al Guardasigilli, Andrea Orlando, che ha sempre avuto una posizione chiara contro la soppressione dei presidi giudiziari, soprattutto quello di Rossano. Conosciamo il pensiero del Ministro della Giustizia a riguardo di questa questione, sin da quanto ci ricevette nella Segreteria nazionale del Partito Democratico. All’epoca partecipai all’incontro, svestendomi, così come ho sempre fatto in tutte le battaglie a difesa del territorio, di qualsiasi connotazione politica e partitica. Da Sindaco di questa Città non demordo. È da mesi che sto chiedendo un incontro con il Governo per poter interloquire, alla presenza dei colleghi sindaci dei venti comuni afferenti al comprensorio giudiziario, per spiegare le ragioni di questo comprensorio. Purtroppo finora ogni appello è caduto nel vuoto. Così come è caduto nel vuoto l’appello lanciato all’allora Ministro Angelino Alfano. Rimango speranzoso e fiducioso perché confido nella buona politica e nella credibilità delle Istituzioni. Il governo dei tecnici, che ha praticamente messo in ginocchio il nostro Paese, è andato via.  possiamo contare su un Governo Politico.

Dicono che la Riforma della Giustizia, così come riportato dalla relazione della Commissione, stia ottenendo risultati incoraggianti nell’accorpamento dei due tribunali di Rossano e Castrovillari. Noi, invece, condividiamo a pieno le perplessità sollevate dal Consiglio dell’ordine degli avvocati, attraverso il presidente Serafino Trento, pronto a dimostrare gli errori emersi dalla relazione. Perché la relazione della Commissione non considera il pesante prezzo che sta pagando questo vasto e complesso territorio.Serve una verifica reale delle condizioni post accorpamento. La relazione della Commissione di monitoraggio, infatti, raccoglie esclusivamente i commenti e le posizioni dei presidenti delle sedi accorpanti che, ovviamente, raccontano solo una parte, sicuramente minimale, delle reali condizioni. Sicuramente la situazione logistica descritta sul nuovo assetto del Palazzo di Giustizia di Castrovillari non è assolutamente attinente al reale stato dei fatti. Se è vero, come è vero, che in spazi ristretti vi operano ben 5 dipendenti. Se è vero, come è vero, che esistono solo agibilità parziali. Se è vero, come è vero che la “nuova” struttura di Castrovillari è nata solo con l’obiettivo di ospitare un solo Tribunale. Non due!

Penso che la seduta odierna dei due Consigli comunali delle Città di Rossano e Corigliano, che insieme rappresentano una realtà di oltre 80mila abitanti, tra le più importanti della Calabria debba dare un primo segnale importante di determinazione e coraggio. Un atto che arriva solo adesso, nonostante le precedenti delibere congiunte con gli altri comuni del territorio, che però non riportavano la firma del Sindaco di Corigliano, perché il Comune era commissariato. Insieme e uniti, possiamo ancora vincere questa battaglia. Insieme e uniti, Rossano e Corigliano, attraverso il documento che approviamo stasera, dobbiamo ritornare a chiede, in modo ufficiale, al Governo Renzi, il decreto correttivo che ristabilisca giustizia in un territorio che, inutile nasconderlo, soffre oltremodo la piaga della criminalità e dei problemi sociali legati alla disoccupazione. Abbiamo bisogno della presenza dello Stato. Sono convinto che alla fine, su questa vicenda, prevarrà la ragione, la buona politica e la Giustizia.

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