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CZ. Wanda Ferro chiede potenziamento organici Gip-Gup e Dda Catanzaro

CZ. Wanda Ferro chiede potenziamento organici Gip-Gup e Dda Catanzaro
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“Il Governo dia ascolto all’allarme lanciato dagli uffici giudiziari calabresi, e intervenga per il potenziamento degli organici”. Lo chiede il commissario straordinario della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, dopo l’appello del presidente dell’Ufficio distrettuale Gip-Gup del Tribunale del Capoluogo, Gabriella Reillo. “Perché la lotta alla criminalità sia davvero efficace – sottolinea Wanda Ferro – occorre che funzioni in maniera fluida l’intera ‘filiera’ della giustizia, senza colli di bottiglia come quello rappresentato dalla mancanza di magistrati, sia negli uffici della Procura Antimafia, sia nell’ufficio Gip–Gup, che è il luogo in cui le indagini degli inquirenti si sviluppano in provvedimenti coercitivi e successivamente in sentenze di condanna. Non si può non tenere conto che al distretto di Catanzaro fanno capo ben 7 tribunali di quattro province, tutte ad alta densità criminale,  per un bacino di utenza di oltre un milione di persone. In un contesto così gravoso, all’ufficio Gip-Gup di Catanzaro è assegnato un organico di soli 6 magistrati oltre al presidente di sezione: un dato non paragonabile a quello di sedi giudiziarie altrettanto complesse come Palermo, che per un bacino di utenza di 1,4 milioni di persone conta 22 magistrati, o Catania, Bari, Salerno, che con un bacino molto inferiore hanno assegnati dagli 11 ai 13 magistrati. Altrettanta difficoltà è registrata dalla Procura distrettuale antimafia, che ha in effettivo soltanto 5 dei 7 magistrati previsti in organico. Auspico che il presidente Renzi e il ministro della Giustizia Orlando accolgano al più presto la richiesta che proviene da uffici giudiziari che sono in prima linea nella lotta alla criminalità, e che chiedono di essere messi nelle condizioni di dare supporto alla straordinaria azione condotta dalle forze dell’ordine e dalla magistratura inquirente nel contrasto alla criminalità organizzata in Calabria, ancora più lodevole perché portata avanti in condizioni di oggettiva difficoltà, relativamente alle risorse umane e strumentali a disposizione”.