Direttore: Aldo Varano    

Privatizzazione Poste Italiane. Slc Cgil Calabria: quale futuro per la più grande azienda del paese?

Privatizzazione Poste Italiane. Slc Cgil Calabria: quale futuro per la più grande azienda del paese?
ReP
 

Due giorni intensi di incontri, riunioni, assemblee nel corso dei quali il gruppo dirigente regionale della SLC CGIL Calabria del settore servizi postali si è confrontato sul futuro di Poste Italiane alla luce della preannunciata privatizzazione che investirà la più grande azienda del paese. Delegati, rsu, rls, riferimenti territoriali della SLC CGIL in Poste Italiane si sono ritrovati presso il GrandHotel Lamezia, per confrontarsi con la segretaria nazionale, Cinzia Maiolini, sul futuro di PI, che in Calabria, con i suoi circa 5mila addetti, risulta essere la più grande azienda del territorio. In seguito si sono tenute assemblee presso il CMP di Lamezia Terme e presso l’aula di formazione RAM a Reggio Calabria, nel corso delle quali centinaia di lavoratrici e lavoratori del centro meccanografico, del customer service, del centro servizi Sin, Ram, Ex Alt, ecc. hanno ascoltato le ragioni della SLC per voce della segretaria nazionale.
Nell’attesa che il prossimo 22 luglio il nuovo AD, Caio, presenti il proprio piano industriale il quadro sindacale della SLC calabrese ha voluto fare il punto con i massimi vertici regionali e nazionali del settore. Se privatizzazione dovrà essere, la formula che rimane più affidabile nel tempo è quella della creazione di una “pubblic company”: un azionariato privato diffuso, non concentrato nelle mani di pochi, che risponda al criterio di servizio pubblico svolto dall’impresa. L’atteggiamento della SLC CGIL sarà quello di un confronto costruttivo per rilanciare l’attività e gli investimenti di Poste Italiane, facendo particolare attenzione agli impatti che deriveranno sul perimetro occupazionale.
La presenza di Cinzia Maiolini, segretaria nazionale SLC CGIL area servizi, ha contribuito tra le altre cose a rafforzare il conflitto di lavoro aperto dalla SLC CGIL Calabria sul settore recapito. Nei giorni scorsi la federazione dei lavoratori della comunicazione della CGIL ha denunciato l’atteggiamento irresponsabile dei Dirigenti Aziendali dell’ALT SUD che hanno minimizzato la carenza strutturale di portalettere in Calabria. I servizi da svolgere per l’acquisizione di nuove commesse (Equitalia, Amazon ed altro) e le ricadute di una riorganizzazione siglata nel 2013, e non attuata nel rispetto degli accordi sottoscritti con il sindacato, continua a provocare uno scadimento del servizio fornito all’utenza ed un peggioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti. In tutti i Centri di Distribuzione i lavoratori sono vessati da continue richieste di prestazioni in flessibilità, abbinamenti, straordinari (non sempre pagati), forzature nella concessione delle ferie. Una situazione, questa, che sta provocando una crescente demotivazione del personale, un aumento delle richieste di inidoneità per problemi di salute, lo scadimento della qualità del servizio, un’insufficiente ed inadeguata formazione per svolgere i nuovi servizi, l’accumulo di giacenze per la distribuzione “intermittente” della corrispondenza come denunciato da diversi sindaci del territorio calabrese.
L’azienda in Calabria, nonostante diverse sollecitazioni continua ad evitare il confronto con chi rappresenta i lavoratori. Nell’auspicio che il nuovo management individuato da Caio possa gettare le basi per l’avvio di un percorso di relazioni sindacali che riporti la “normalità” in Poste Italiane, la SLC CGIL in Calabria proseguirà sulla strada del conflitto avviato qualora non si riscontrassero soluzioni alle problematiche poste.