Direttore: Aldo Varano    

Cavo Calabria, Buemi interroga il Ministro

Cavo Calabria, Buemi interroga il Ministro
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Interrogazione a risposta scritta di Enrico Buemi.
- Ai Ministri dell'interno e della giustizia ed al Ministro senza portafoglio per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che:

- a seguito di sentenza non passata in giudicato, di condanna a 6 anni di reclusione per abuso e falso, il presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti si è dimesso dalla carica. Al di là dell'ennesima riprova dell'inefficacia dell'articolo 8 del testo unico di cui al decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 - la cui barocca procedura ha consentito all'interessato di anticiparne l'esito presentandosi come dimissionario e, valendosi delle conseguenti scadenze di legge, di ritardare fino all'autunno le nuove elezioni regionali - è rimarchevole che la maggioranza uscente si attesti su una lettura formalistica dell'articolo 33 dello statuto calabrese, secondo cui "il Presidente della Giunta e la Giunta rimangono in carica fino alla proclamazione del nuovo Presidente" (comma 7) e "nei dieci giorni successivi alla proclamazione di cui al comma precedente il Presidente della Giunta regionale compie gli atti improrogabili ed urgenti di competenza della Giunta";
- si tratta di una lettura smentita da costante giurisprudenza costituzionale (Corte cost., 22- 26 febbraio 2010, n. 68; 5 giugno 2003, n. 196) e dalla dottrina (P. VIRGA, La Regione, Milano 1949, 162 ss.; T. MARTINES, Il Consiglio regionale, Milano 1961, 102 ss.; E. GIZZI, Lo scioglimento dei Consigli regionali e l'amministrazione straordinaria delle Regioni, Milano 1966, passim; C. MORTATI, Istituzioni di diritto pubblico, II, VIII ed., Padova 1969, 900 ss.), univoci nel considerare che il Consiglio e la Giunta regionale in regime di prorogatio - come è dopo le dimissioni del Presidente, nell'attuale situazione calabrese - sono autorizzati al compimento dei soli atti indifferibili ed urgenti;
- dalla verifica amministrativo-contabile, disposta dal Dipartimento della Ragioneria dello Stato-Ispettorato generale di Finanza-Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica, relativamente alle “spese di Personale” ed agli “Equilibri di Bilancio”, sono emersi sprechi gestionali ed episodi di cattiva amministrazione che proseguono durante il periodo di prorogatio degli organi regionali, innestando una pericolosa spirale clientelare destinata ad incidere nella competizione elettorale imminente sotto forma di captatio benevolentiae, della quale saranno chiamati a fare le spese le generazioni future;
- si apprende anzi che Giunta regionale - nella seduta dell'8 luglio 2014 - ha, non solo approvato gli “indirizzi”che, in particolare, i Dipartimenti “Organizzazione e Personale” e “Bilancio”, dovranno seguire nella predisposizione delle relative contro-deduzioni, ma ha anche conferito all’Avvocatura regionale, “ampio mandato di proporre eventuale ricorso sia amministrativo, sia per conflitto di attribuzione” contro tale verifica amministrativo-contabile;

si chiede di sapere:
- se l'invocazione dell’autonomia costituzionalmente riconosciuta alle regioni possa giustificare un attacco così scomposto alle attività di verifica messe in campo da parte del MEF-RGS;
- se la scelta di propiziare il “coinvolgimento partecipativo degli eventuali terzi interessati, espressamente individuati nelle relazioni ispettive”, nonché "idonei e documentati elementi di giudizio", da parte delle Organizzazioni sindacali - in riferimento alla relazione ispettiva relativa alle spese di Personale - sia rituale o non costituisca invece un indebito mezzo di pressione sugli organi statali preposti al controllo;
- se non si versi in un caso in cui è possibile esercitare i "poteri residuali propri del Governo" volti ad assicurare lo svolgimento dell'attività amministrativa indispensabile, applicando, nella specie, il "principio generale dell'ordinamento che attribuisce al Governo un potere di intervento per assicurare l'adempimento degli obblighi attinenti a interessi di rilievo costituzionale" (D.P.R. 16 luglio 2001, alla luce dell'articolo 5 comma 4 del decreto legislativo n. 112 del 1998, e dell'articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59).