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DE RAHO: La pentita della cosca Cacciola aveva tentato il suicidio

DE RAHO: La pentita della cosca Cacciola aveva tentato il suicidio
"Giuseppina Multari, ex moglie di Antonio Cacciola, e' testimone di giustizia. Grazie alla sua testimonianza siamo riusciti a scoprire e debellare un traffico di sostanze stupefacenti, soprattutto di cocaina, proveniente dall'Olanda e indirizzata a Rosarno, arrestando sedici persone".  Lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Reggio CALABRIA, Federico Cafiero de Raho, durante la conferenza stampa per illustrare i particolari dell'operazione 'Mauser' eseguita dai carabinieri contro il raggruppamento criminale  Cacciola-Curmace di Rosarno.   "Giuseppina Multari - ha aggiunto il magistrato - moglie di Antonio Cacciola, suicidatosi nel 2005, era stata ridotta in schiavitu' dai familiari del defunto marito e non poteva neppure assicurare le cure alla figlioletta piu' piccola senza essere 'scortata' dai parenti del marito o accompagnare a scuola le altre due figliolette piu' grandi. Proprio per queste ragioni, sentendosi oppressa e senza via di scampo, aveva tentato il suicidio lanciandosi in mare nell'inverno del 2006. In suo soccorso era giunto il fratello Angelo, riuscendo a salvarla".   "E' materia di indagini ancora in corso - ha detto ancora Cafiero de Raho - la successiva scomparsa da Rosarno di Angelo Multari, fratello di Giuseppina. Tutto cio' conferma come nelle famiglie di 'ndrangheta simili comportamenti, disumani e violenti, siano paragonabili alla preistoria. In questo contesto, i Multari, una famiglia normale, hanno pagato un prezzo altissimo".