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RC. Mediterranea, USB e Cisal: ateneo versa in grave situazione

RC. Mediterranea, USB e Cisal: ateneo versa in grave situazione
ReP
 

Si è svolta all'università la Mediterranea di Reggio Calabria la conferenza stampa indetta dalla USB eCisal, nel corso della quale si è evidenziata la gravissima situazione in cui versa l'ateneo.

La presenza dei rappresentanti nazionali dei due sindacati dà un'idea di quanto la questione di Reggio non sia soltanto una questione locale, ma di come si innesti perfettamente nell'attacco sistematico alla pubblica amministrazione mirando al suo smantellamento a partire dai settori cultura e salute.

Particolare preoccupazione desta il progetto di fusione tra l'università di Reggio e quella di Messina, al quale l'Ateneo calabrese partecipa in una posizione di debolezza. Infatti, malgrado le trionfali dichiarazioni del Rettore, la “Mediterranea” è stata purtroppo collocata al penultimo posto nella classifica Censis-Repubblica degli atenei di piccole dimensioni.

Inoltre il processo sta andando avanti già da alcuni mesi nell'incredibile silenzio della Mediterranea, mentre l’ateneo Messinese ha costituito la commissione per la federazione tra le due università dello stretto. Il passaggio istituzionale è stato correttamente approvato dal SA e Cda messinesi e reso noto in modo trasparente anche attraverso pubblicazioni sul sito web d’ateneo.

In tutti i casi, a prescindere dai giudizi su questo progetto federativo, rispetto al quale c'è comunque la forte preoccupazione di USB e CISAL e RSU di ateneo, desta sconcerto la totale assenza di democrazia e trasparenza dell’ateneo reggino. Infatti dalla sponda calabrese nulla è dato sapere se gli organi di governo della mediterranea abbiano deliberato la costituzione di una commissione delegata al progetto federativo in fieri, sia nel mandato, sia nei nominativi dei componenti incaricati.

Il rettore Catanoso, a fronte delle ripetute richieste formali da parte della RSU e USB non si è neppure curato di darvi riscontro.

La chiusura del Rettore Catanoso si palesa anche nella non volontà di condurre relazioni sindacali corrette, trasparenti e orientate al costruttivo confronto con i soggetti sindacali. Infatti lo stesso non ha mai ritenuto di dare riscontro alle numerose richieste di informazioni (dovute per disposizioni contrattuali) formulate dalle scriventi O.S e dalla RSU.

A titolo di esempio tra le numerose inadempienze della governance svetta la modalità con cui sono stati deliberati dagli organi di governo il Piano della Perfomance 2013-2015 e il nuovo Sistema di valutazione del personale tecnico amministrativo. Tali strumenti sono stati approvati fuori tempo massimo, addirittura a novembre 2013, e senza la dovuta informazione preventiva ai sindacati.

A seguito della ferma opposizione condotta dalla RSU e dalle OO.SS. (eccetto Cisl) sono emersi elementi tali di illogicità e incoerenza del neonato Sistema di valutazione, da indurre l’ateneo ad un imbarazzante e maldestro aggiustamento, concretizzatosi nell’ormai famoso accordo sindacale del 22/ 4/2014 che paradossalmente ha visto la complicità dei soliti “diligenti sindacati” che hanno avallato la nuova scheda di valutazione del personale, addirittura peggiorativa rispetto a quella da essi stessi contestata. Ovviamente USB, Cisal e la RSU oltre a non apporre la firma sull’accordo citato, hanno manifestato le motivazioni del dissenso attraverso dichiarazioni a verbale e comunicati al personale e agli organi di stampa.

Questo succede all'Ateneo di Reggio Calabria.

Attraverso la conferenza stampa, si è ritenuto di fornire una corretta informazione ai cittadini di Reggio ed all'opinione pubblica in generale su questa grave situazione e sui rischi che sta correndo la Mediterranea in termini di assenza di democrazia e di rispetto nei confronti del personale tecnico amministrativo e alle parti sociali che li rappresentano

USB P.I. Calabria e Cisal