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BAGNARA (RC). Presentato il libro “No' esti na zannella” di Rocco Nassi

BAGNARA (RC). Presentato il libro “No' esti na zannella” di Rocco Nassi

Si è svolta martedì 5 agosto, alle ore 21:30, presso la Piazza Matteotti di Bagnara Calabra, la presentazione del libro “No' esti na zannella” di Rocco Nassi (Disoblio Edizioni). Alla presentazione, moderata da Stefania Guglielmo (Studentessa), sono intervenuti il prof. Giuseppe Antonio Martino, Antonella Cutrupi (Docente di Lettere presso gli Istituti di Istruzione Superiore e Poetessa), Masella Cotroneo (Insegnante presso I.C. “Ugo Foscolo” di Bagnara Calabra), Roberta Nassi (Studentessa), Salvatore Bellantone (Editore), Rocco Nassi (Autore del Libro).

Dopo l'introduzione di Stefania Guglielmo e una lettura delle principali poesie delle precedenti raccolte ad opera dell'autore, gli interventi dei relatori sono stati intervallati dalla lettura dei versi del libro No' esti na zannella, a cura di Roberta Nassi, e dalla musica di Salvatore Infantino.

Giuseppe Antonio Martino ha spiegato come il patrimonio linguistico dialettale sia un bene da preservare in quanto carattere distintivo di un luogo e di un popolo. Discriminato, il dialetto è rimasto in Calabria la lingua principale malgrado ve ne siano davvero molti. Dopo aver spiegato le differenze storico-glottologiche ed lessicologiche delle tre aree linguistico-dialettali in Calabria, Settentrionale, centrale e meridionale, Giuseppe Antonio Martino ha chiarito la particolarità del dialetto bagnarese e della poesia di Rocco Nassi, il quale propone l'uso quotidiano del dialetto per rivisitare fatti e personaggi e raccontare la nostra cultura. Il dialetto andrebbe tutelato, anche con dei corsi formativi nelle scuole. Ognuno dovrebbe avere il diritto di esprimersi in dialetto: ciò non mette in pericolo l'unità nazionale, anzi la esalta e la rafforza.

Antonella Cutrupi ha sottolineato come No' esti na zannella nasca con un intento pedagogico, e cioè di promuovere il dialetto come una lingua vera, viva. Le rime di Rocco Nassi sono teatrali, dietro di esse è presente una profonda ricerca linguistica e culturale. L'autore vuole rivalutare con questo testo le illustrissime origini della Calabria. Il nostro dialetto non è una vergogna, ma una ricchezza. Nel libro si usa spesso il verso sciolto, le similitudini. I versi di Rocco Nassi sono capaci di rendere eterni sentimenti e pensieri. Come una favola, la sua poesia cerca di lanciare messaggi.

Masella Cotroneo ha delucidato come nell'epoca della globalizzazione non esistano più confini e come in questo contesto si tenti di valorizzare le peculiarità della personalità di ognuno di noi. Il dialetto non è una lingua degli incolti ma è la nostra storia. Non è un ostacolo alla nostra formazione, anzi lo è il linguaggio abbreviato degli sms e dei social networks. Parlare il dialetto richiede una grande padronanza della lingua italiana.

Salvatore Bellantone ha raccontato alcune vicende dell'amicizia intellettuale instaurata con Rocco Nassi e ha chiarito come l'opera No' esti na zannella rappresenti per il poeta un ulteriore messaggio simbolico della riscoperta non soltanto del dialetto ma anche della storia, dell'identità, dei valori e del mondo che molti credono perduti e che invece Rocco Nassi custodisce nel proprio cuore e nella lingua dialettale, nella speranza che altri possano aprire nuovamente gli occhi e recuperare il senno perduto a causa dei mass-media e della rivoluzione del benessere vissuta a partire dal boom economico dello scorso secolo. Un tesoro prezioso il dialetto, specie per i più giovani, affinché possano educarsi a testa alta, consapevoli della bellezza di una storia bellissima e lunghissima com'è quella della Calabria, patria della cultura e delle conoscenze.

Rocco Nassi ha ringraziato i presenti e ha rivolto un tributo poetico alla bagnarota e a Lorenzo Calogero, dopodiché ha acceso la lanterna della Disoblio, facendo risplendere la luce della lingua dialettale nella città di Bagnara Calabra, e la speranza che la conoscenza del nostro glorioso passato possa portare a una Calabria nuova e diversa, radicata nei saperi, nelle scienze, nelle arti, nei mestieri e nelle tradizioni dei nostri antenati.

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