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ME. Horcynus Fest: con "Longa è a jurnata" domani sera cala il sipario sul festival di Capo Peloro

ME. Horcynus Fest: con "Longa è a jurnata" domani sera cala il sipario sul festival di Capo Peloro

Con la lettura scenica di “Longa è a jurnata” cala il sipario sull'ultima giornata della dodicesima edizione dell'Horcynus Festival, che per l'occasione si sposta nella corte della Torre degli Inglesi, nel complesso monumentale del Parco di Capo Peloro. Protagonista Mana Chuma Teatro, la compagnia calabro-sicula fondata da Massimo Barilla e Salvatore Arena, che proporrà al pubblico la lettura scenica del testo di Salvatore Arena finalista al Premio Riccione per il Teatro nel 2005. Alle 21.00, con replica alle 22.00, saliranno sul palco gli stessi Arena e Barilla che, accompagnati dalle irruzioni musicali di Giacomo Farina, proporranno al pubblico l'ultimo, decisivo in un senso o nell'altro, tentativo di riscatto di due amici. Biglietti disponibili solo su prenotazione fino ad esaurimento posti.

Un luogo angusto. Un basso, una cantina, un seminterrato alla fine degli anni ‘70. Unico rifugio e spazio condiviso per due uomini legati da una antica amicizia, impegnati a sopravvivere, a rimandare di giorno in giorno l’inevitabile. Vanni vive quasi da recluso, da quando un incidente sul lavoro lo ha reso infermo ad un braccio. Eppure sogna, con pura ingenuità. Di tornare a lavoro, a una vita migliore. Di andare al mare e di catturare u surici, il topolino invisibile, ma continuamente evocato da qualsiasi rumore. Peppi passa da precario da un piccolo lavoro a un altro, ma senza riuscire a sbarcare il lunario.
Un giorno il cerchio intorno a loro sembra stringersi più in fretta del solito, e anche le ultime risorse paiono consumarsi come le candele accese a compensare la mancanza improvvisa della luce elettrica. Tutto in un giorno, l’ultimo lungo interminabile giorno.

Si chiude così la dodicesima edizione dell'Horcynus Festival, aperto il 2 agosto dalla produzione musicale Nemas canta Kunsertu, dedicata alla rivisitazione monografica della musica del gruppo che ad inizio anni '90 ha segnato la scena messinese, da parte della principale costola nata dai Kunsertu, Nemas Project. Nella settimana di eventi, il focus dedicato alle migrazioni nel Mediterraneo, con la consegna del premio Horcynus Orca alla comunità di Lampedusa, la serata dedicata a Pier Paolo Pasolini nel cinquantesimo anniversario de Il Vangelo secondo Matteo, con Graziella Chiarcossi, cugina del regista e testimone del suo lavoro, ospite del Festival. E giovedì la compagnia messinese Scimone e Sframeli con Bar.

Il prossimo appuntamento è già fissato per novembre, con la sessione invernale del festival, in programma tra Sicilia e Calabria, avrà un respiro internazionale. Il paese ospite sarà la Tunisia, per proseguire nell'indagine sul Mediterraneo in Costituzione, tema dell'Horcynus Festival per il 2014. Perché, per dirla con le parole del presidente della Fondazione Horcynus Orca, Gaetano Giunta, "l’obiettivo è contribuire a creare un rapporto tra sponda nord e sponda sud del nostro mare che non sia, come è oggi, drammaticamente diseguale e lontano da un livello accettabile di prossimità economica e sociale. Le grandi differenze socio-economiche, le forti diseguaglianze, le guerre mai finite generano flussi migratori di proporzione epica, che trovano impreparati la Sicilia, l’Italia e l’Europa a politiche di accoglienza e integrazione. Si impone quindi la ricerca di nuove strade, nuovi orizzonti, nuove relazioni fra gli Stati e fra i popoli. Ma in questo quadro così complesso e problematico – conclude Gaetano Giunta – esistono anche segnali di speranza: la generatività degli artisti e degli intellettuali indipendenti, una nuova consapevolezza e la ricerca di nuovi ruoli delle donne, il processo di costruzione della democrazia in Tunisia, lo sviluppo di iniziative, a cui sta anche partecipando la nostra Fondazione, capaci di mettere in relazione forme solidali di economia civile con le piazze dell’indignazione”.