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Calabria e Sicilia al top nell’evasione fiscale, ma il Nord peggiora

Calabria e Sicilia al top nell’evasione fiscale, ma il Nord peggiora

Il Sud si conferma "maglia nera" per quanto riguarda l'evasione fiscale. Ma a leggere bene i dati, la sorpresa viene dal Nord del Paese, e in generale dalle regioni piu' ricche: e' qui, infatti - secondo una indagine del Sole 24 ore -, che e' aumentato maggiormente il divario tra reddito e consumi. Nella classifica del rischio evasione, misurata confrontando i redditi dichiarati al Fisco con i consumi delle famiglie misurati dall'Istat, Calabria, Sicilia e Valle d'Aosta si confermano le meno affidabili, seguite da Campania e Sardegna. Ma negli anni della crisi la forbice si e' allargata in molte aree del Centro-Nord, in particolare Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Nell'anno d'imposta 2012 i contribuenti (persone fisiche) hanno dichiarato al fisco 800,4 miliardi di redditi, a fronte di 962,7 miliardi di consumi rilevati dall'Istat.

Un divario di 160 miliardi, che diventa ancora piu' grande se si fa riferimento al reddito disponibile al netto delle imposte. In pratica, ogni 100 euro dichiarati al fisco, gli italiani nel 2012 ne hanno spesi circa 120. Oggi il divario e' piu' alto in Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta e Campania. Ma in tutte queste regioni e' diminuito rispetto al 2007 - ultimo anno pre-crisi - perche' i consumi sono scesi piu' dei redditi. Al contrario, il divario e' cresciuto in quasi tutte le regioni del Centro-Nord: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e - in misura minore - Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia. Sicuramente una parte dei consumi e' stata finanziata indebitandosi (lo rileva anche Bankitalia), ma l'importo dei prestiti concessi non basta a coprire il divario tra redditi e consumi.