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Visita Renzi, CGIL: 60 minuti che non cambieranno la Calabria

Visita Renzi, CGIL: 60 minuti che non cambieranno la Calabria
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I sessanta minuti che il Presidente del Consiglio Renzi ha dedicato alla Calabria non sono certamente serviti a cambiare o a dare una diversa prospettiva ad una regione che ha i problemi che tutti conoscono. A Renzi ricosciamo di avere garantito stabilità alle O.ME.CA fino al 2017 ma ribadiamo le nostre preoccupazioni sia perché Moretti ha già combinato parecchi disastri verso la Calabria e sia perché la questione Ansaldo Breda è ancora tutta aperta all'interno di Finmeccanica. Riconosciamo, inoltre, al Presidente del Consiglio la capacità di avere scoperto il gioco del centro-destra nostrano sulla data delle elezioni regionali, supplendo anche al ruolo del Ministro Lanzetta che invece non aveva contrastato la strategia della giunta regionale. Ma, oltre questo, la tappa calabrese del Presidente del Consiglio on è stata convincente. Infatti, nella stessa giornata il Premier ha firmato importanti accordi a Napoli ed in Sicilia ha assunto impegni precisi sul Petrolchimico ed ha aperto anche sulla questione Termini Imerese. In Calabria, eccetto qualche cosa su Reggio, troppi silenzi e vaghi impegni. Su Gioia Tauro nessun impegno, sulla zes silenzio assoluto, sul decreto sblocca cantieri qualche piccolo tratto della Salerno Reggio Calabria. Assordante è invece l'assoluto silenzio sull'adeguamento degli organici della Magistratura in una regione dove il contrasto alla criminalità è fondamentale per creare anche le condizioni dello sviluppo economico e sociale. Sulla sanità calabrese nessuna misura annunciata così come sugli ammortizzatori sociali. Sui Fondi comunitari il Presidente del Consiglio si è limitato a sottolineare l'ovvia e giusta considerazione che in questi anni non si sono spese le risorse disponibili, ma senza spingersi in avanti per esempio nella scelta di pochi e qualitativi progetti. E, forse, aggiungiamo noi, anche in questo, si vede l'assenza nel governo della funzione esercitata dal Ministero della Coesione territoriale, che non può essere supplita dal ruolo del sottosegretario alla Presidenza.
Nei sessanta minuti dedicati alla Calabria dunque, poche cose sul suo futuro. Viene tutto, ancora una volta, demandato alla Cabina di regia, la cui funzione appare sempre più avvolta da una impenetrabile nebbia.
Ma, a questo punto, ci interroghiamo anche su come è stata preparata la visita di Renzi in Calabria, su quali notizie gli sono state fornite, sulle vere emergenze di questa regione. Ci chiediamo,cioè, quale ruolo ha avuto nella visita di Renzi la delegazione di governo calabrese. E quali proposte ha avanzato il segretario del PD Magorno al Presidente del Consiglio sulle emergenze e sul futuro della Calabria? No, non siamo soddisfatti. Anche se l'impegno a venire anche in Calabria ogni tre mesi è certamente un fatto importante. La prossima visita di Renzi nella nostra Regione sarà il 7 novembre che coincide con una data importante nella storia dell'umanità, cioè la rivoluzione bolscevica e l'abbattimento dello zarismo. Per questo, noi che nonostante tutto agiamo con l'ottimismo della volontà, continuiamo a sperare che anche per la Calabria si possa avviare finalmente una rivoluzione democratica e di legalità che cambi radicalmente i rapporti sociali ed economici e che, non solo a parole, possa rappresentare la necessaria svolta.
Infine, a Renzi diciamo di guardare alla Calabria con occhi nuovi, cioè di non pensare che questa regione, proprio per i tanti e profondi problemi che ha, si può contentare di piccoli interventi. Da tutti i punti di vista la Calabria è l'ultima regione italiana. Occorre una vera, forte e profonda scossa rigeneratrice. Perché, in questa ottica, tutti i grandi eventi di rilevanza internazionale si devono svolgere a Milano, Firenze o Roma? Se gli occhi del mondo sono stati attratti dalla capacità dei lavoratori portuali di Gioia Tauro di mettersi a disposizione della pace nel mondo, perché il Governo italiano adesso non costruisce un grande evento internazionale da tenersi in Calabria da cui far partire la grande rivoluzione democratica per dare una prospettiva alla regione, al Sud ed all'intero Paese?


Segreteria regionale CGIL Calabria