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LAMEZIA. Buoni libro, Gianturco (CasaPound): La protesta è servita per ristabilire la giustizia sociale

LAMEZIA. Buoni libro, Gianturco (CasaPound): La protesta è servita per ristabilire la giustizia sociale
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“Finalmente è stata ristabilita la giustizia sociale. Con la nostra protesta, dura ma civile, siamo riusciti ad ottenere una grande vittoria. Ora i nostri figli riceveranno tutti i buoni libro, a prescindere dal reddito familiare. Negare l’evidenza non serve. Sul carro dei vincitori ci salgono solo i cittadini”. A dichiararlo è Mimmo Gianturco, coordinatore regionale di CasaPound Italia e organizzatore della protesta contro la soppressione delle cedole librarie per i bambini della scuola primaria.

“Grazie alla protesta attuata ieri al comune – afferma Gianturco – dura ma civile, siamo riusciti a far tornare sui propri passi l’amministrazione comunale, che in tutta fretta, aveva deciso, per sanare le casse comunali, di tagliare la spesa pubblica sull’istruzione dei bambini lametini della scuola primaria. Finalmente è stata ristabilita la giustizia sociale”.

“Dopo due ore e mezza di protesta – continua il responsabile di CasaPound – siamo riusciti ad ottenere un incontro con il sindaco, il quale ci ha garantito che la copertura finanziaria per le cedole librarie è stata ripristinata e ammonta a 110mila euro. Ora i nostri figli riceveranno tutti i buoni libro, a prescindere dal reddito familiare, così com’è sancito dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia”.
“A fine manifestazione – conclude Mimmo Gianturco – alcuni esponenti politici in cerca di gloria, a mezzo stampa e sui social network tentavano inutilmente di contestare l’efficacia della protesta, ma negare l’evidenza non è servito a nulla. Conosciamo bene i loro meccanismi e i loro tentativi di salire ad ogni costo sul carro dei vincitori per farsi campagna elettorale, ma la vittoria è esclusivamente dei cittadini che hanno protestato contro questa scellerata decisione. Questa è la dimostrazione che se i cittadini vogliono, possono vincere ogni battaglia”.