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Migranti, Ferrara (M5S): necessario l’intervento della Comunità Internazionale

Migranti, Ferrara (M5S): necessario l’intervento della Comunità Internazionale
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Era il 22 Luglio quando a Bruxelles, in commissione LIBE, l’europarlamentare Laura Ferrara esprimeva le sue perplessità, in presenza del ministro Alfano, sul subentro di Frontex all’operazione italiana di pattugliamento e soccorso “Mare Nostrum”. Laura Ferrara chiese ad Alfano "ritiene che l’implementazione delle attività di FRONTEX riuscirà a rendere non necessaria l’operazione Mare Nostrum?Non ritiene che su ciò che avviene nel Mediterraneo e sulle sue cause dovrebbe essere coinvolto anche l'Onu per individuare e risolvere alcuni problemi alla radice?non pensa che si possa partire con l’impedire che i paesi dell’Unione Europea continuino a finanziare la produzione di armi, in modo che non sostengano anche indirettamente quelle stesse guerre civili che sono le prime cause di quella emigrazione a costo della vita."
In quella sede, ai legittimi chiarimenti richiesti dalla Ferrara sulla strategia di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, Alfano rimase incomprensibilmente silente.
Pochi giorni prima si era verificata una delle tante tragedie nel canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, in cui più di 180 migranti hanno perso la vita. L’alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) ritiene che dall’inizio dell’anno siano giunte in Italia 100.000 persone, metà delle quali in fuga da guerre, violenze e persecuzioni. Malgrado gli imponenti sforzi, sono 1.565 le persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo alla volta dell'Europa, circa 1.300 solo dall’inizio dell’estate.
Oggi, però, quel silenzio di Alfano assume un significato differente. Ciò che aveva il sapore di un velato arrogante sgarbo istituzionale, si manifesta in tutto il suo goffo imbarazzo.
Ad un mese di distanza, il portavoce della Commissione europea, Antony Gravili, ha di fatto bocciato la proposta del ministro Alfano sostenendo che “il programma nazionale di soccorsi Mare Nostrum è destinato a rimanere operativo ancora a lungo e non potrà essere sostituito dal piano europeo Frontex”.
L'Italia ha ricevuto e continua a ricevere diversi Fondi dall'Unione Europea per fronteggiare i flussi migratori: circa 500 milioni di euro di aiuti dal 2007, cui se ne aggiungono altri 315 milioni che faranno dell'Italia il più grande beneficiario nel periodo2014-2020 . Fondi che, se non accompagnati da una politica europea comune, sono destinati a rimanere fredde cifre di bilancio che, così come la polemiche tra Italia e UE su Frontex e Mare Nostrum, non arresteranno i flussi provenienti dal mare.
La gestione dei flussi migratori continua infatti ad essere definita emergenziale, ma è corretto utilizzare il termine emergenza a fronte di criticità sistematiche come i continui sbarchi dal mare che si ripetono ormai da anni? Nonostante i fondi ricevuti, è possibile riconoscere un miglioramento legato alla gestione dei flussi migratori, alle condizioni di vita delle persone immigrate all'interno dei centri di prima accoglienza e dei CIE e all'integrazione delle stesse nel contesto territoriale che le accoglie? La mala gestione dei fondi sta rischiando infatti di innescare guerre tra poveri, in cui si finisce con l'appigliarsi alla cittadinanza pur di salvaguardare la propria sopravvivenza e la tutela dei diritti fondamentali in un contesto storico-economico decisamente penalizzante.
Ciò che occorre è dunque un coinvolgimento dell'intera comunità internazionale, non esistono soluzioni rapide e definitive che l'Unione Europea possa offrire senza il supporto dell’Onu: occorre individuare e risolvere alcuni problemi alla radice, nei Paesi da dove i migranti sono costretti a scappare via, attuare percorsi di integrazione sociale, onde evitare fenomeni di stigmatizzazione legati all'essere "straniero" e tutelare gli insopprimibili ed inviolabili diritti umani, ad oggi ancora calpestati e mortificati da politiche scellerate.
Si rende necessaria una maggiore collaborazione e solidarietà da parte dei Paesi del Nord Europa, la reale meta ambita da molti migranti, ed un maggiore controllo dei fondi stanziati, al fine di evitare sprechi e speculazioni che non fanno altro che inasprire gli animi di cittadini già martoriati dalla crisi economia ed occupazionale.