Direttore: Aldo Varano    

LA LETTERA. Io contribuente al centro di una situazione kafkiana

LA LETTERA. Io contribuente al centro di una situazione kafkiana

ReP

Egregio direttore, 

nei giorni scorsi sono stato multato per eccesso di velocità. Guidavo a 140
km/h sull'autostrada mentre il limite massimo stabilito era fissato a 130 km/h.
Mi inviano a casa la comunicazione con il totale da pagare, che ammonta a 117
€, multa vera e propria, 12 € per la notifica, 5 € per le spese forfettarie del
servizio (praticamente scoprirò che si sarebbe trattato del Pos) e 2 € per
l'imposta di bollo per untotale di € 136. A chiare lettere era scritto che se
avessi saldato entro 5 giorni, avrei dovuto pagare solo € 117, altrimenti 160
€. Mi precipito al primo ufficio postale per pagare subito, a fronte di un bel
risparmio, ma l'impiegato delle Poste mi fa notare, dopo alcuni tentativi di
pagamento, che il sistema informatico non consentiva il pagamento per cifre
minori di 160 €. Perché avevano scritto allora che avrei avuto la possibilità
di usufruire di uno sconto se avessi saldato il tutto entro 5 giorni se poi il
sistema non ''tratta'' cifre inferiori a 160 euro?
Metto da parte le domande e mi reco nella sede della Polizia stradale di
Cosenza nord, ma da qui mi consigliano di andare alla sede di via Popilia, dove
mi dicono che l'unico modo per pagare era tramite Pos. Il tutto con una
maggiorazione di 5 euro. Possibile che su una multa, già salata si debba
versare una cifra equivalente a 5 euro per poter ''pagare'' la multa? E perché
non è stato aggiornato il sistema delle poste? La Polstrada, tra l'altro, non
era nemmeno molto pratica nell'espletare la mia pratica di pagamento tramite
Pos, tanto che si è dovuta far guidare telefonicamente da un ufficio di Roma.
Dopo diversi tentativi ho sbrigato il tutto, ma ho cominciato a farmi domande:
Perché si deve pagare solo tramite Pos e non si può essere liberi di scegliere
una qualsiasi modalità di pagamento? Forse perché con il Pos dobbiamo sganciare
5 euro in più, che non è una cifra da poco conto se si considera che è una
''tassa'' per il servizio? Perché questa esclusiva è stata conferita solo alle
Poste e non ad altri gestori, come avviene per il pagamento delle bollette in
un regime di libero mercato? Perché soprattutto il cittadino è trattato come
l'ultimo dei sudditi, il quale deve pagare, non deve fare domande, deve
sopportare situazioni kafkiane, subire sballottamenti e ritardi dovuti
all'imperizia altrui e soprattutto pagare, sempre e solo pagare?


Grazie
Luigi Siciliano