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RC. Il vicepres. Nicolò incontra il presidente della Sogas Porcino

RC. Il vicepres. Nicolò incontra il presidente della Sogas Porcino
ReP
 

“L’aeroporto dello Stretto rappresenta uno dei punti strategici e di rilancio dell’intero sistema calabrese ed il suo potenziamento è quanto mai necessario anche alla luce della cronica debolezza delle infrastrutture viarie e ferroviarie che interessa la nostra regione”.
Così, il vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò ha aperto l’incontro che ha avuto questa mattina con il presidente della Sogas (Società gestione Aeroporto dello Stretto), Carlo Alberto Porcino.
“La riunione – ha spiegato Nicolò- è servita per analizzare aspetti concreti della complessa problematica e a formulare proposte che, da un punto di vista strettamente infrastrutturale, potrebbero essere messe in campo al fine di rendere l’infrastruttura concretamente fruibile, pienamente accessibile in ottica intermodale e potenzialmente competitiva sul fronte dello sviluppo aviation.
Purtroppo, – ha aggiunto il vicepresidente- il Governo continua a fare orecchie da mercante. Prova eloquente è il decreto ‘Sblocca Italia’ che va in direzione opposta anche ai tanti bei propositi che sono stati portati avanti, ma solo a parole. Non esiste, infatti, alcuna azione che tenga conto delle reali esigenze della Calabria, ed in particolare della città dello Stretto, ed è sempre più allarmante lo stato di emarginazione nell’ambito dei circuiti economici di una terra che vede sempre più soffocate le proprie vocazioni di sviluppo”.
“Chiediamo al Governo- ha proseguito Nicolò – un cambio di passo affinchè gli impegni assunti per la Calabria non siano solo parole al vento. Siamo ancora in attesa dello sblocco del finanziamento, per un importo di circa undici milioni di euro, da parte del Cipe, riguardo il completamento della nuova aerostazione del Tito Minniti di Reggio Calabria. Sarebbe un peccato mortale perdere di vista il grande progetto, ormai realtà, della Città Metropolitana, status riconosciuto di recente, per il quale ci siamo fermamente battuti nella consapevolezza che si tratta di una nuova dimensione ricca di prospettive di crescita, che include la valorizzazione del territorio soprattutto dal punto di vista delle infrastrutture”.
Ancora, il vice presidente Nicolò ha ribadito come “i notevoli ritardi sul perfezionamento dei lavori di ammodernamento della autostrada Salerno – Reggio Calabria, nonché il mancato decollo dei collegamenti via mare che dovevano essere garantiti dal Consorzio Metromare, di fatto, penalizzino la piena percezione positiva da parte dell’utenza”.
Da parte sua il presidente della Sogas ha aggiunto: “Esiste un pontile, realizzato attraverso l’impiego di risorse pubbliche, in area limitrofa al sedime aeroportuale idoneo all’attracco di mezzi di attraversamento veloce dello Stretto, il cui corretto ed ancora oggi possibile utilizzo istituirebbe un canale diretto di collegamento posto a servizio dell’utente, già interessato da specifico studio di fattibilità ad opera del Gestore aeroportuale. Altresì, proprio nelle immediatezze dello stesso pontile, esiste una fermata ferroviaria della c.d. metropolitana leggera di superficie, recentemente realizzata da RFI e già funzionante, così da prefigurare nei fatti una piattaforma intermodale sulla base della cui esistenza è plausibile ritenere come concreta soluzione percorribile l’idea di uno spostamento a mare del Terminal passeggeri, da inserirsi comunque in un contesto di ri-funzionalizzazione e potenziamento del tessuto viario limitrofo”.
Nel corso dell’incontro, Porcino ha illustrato al vicepresidente del Consiglio due potenziali soluzioni. La prima, riguarda l’annessione di nuove aree ed abbattimento di ostacoli posti sul fronte sud e nord della città che comporterebbe se non il prolungamento vero e proprio, quantomeno l’adeguamento a standard prestazionali superiori rispetto a quelli attuali (cosi da far venire meno le deroghe attuali sulle strip). La seconda, la variazione della direttrice dell’asse della pista principale in uso 15-33, secondo un orientamento che consentirebbe una pressoché totale mitigazione delle attuali criticità correlate alle manovre di avvicinamento che tanto oggi, ancora, penalizzano lo scalo reggino. “Quest’ultima ipotesi – ha concluso Porcino- sicuramente avrebbe però una significativa contropartita dal punto di vista strettamente operativo per quel che attiene le fasi realizzative di tale opera che comporterebbero di fatto la prolungata chiusura dello scalo”.