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STRETTO. Antibraconaggio a difesa dei rapaci, primo bilancio

STRETTO. Antibraconaggio a difesa dei rapaci, primo bilancio

Si è svolto in riva allo Stretto, dal 27 al 29 settembre, uno speciale servizio del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato di Roma per prevenire l'attività venatoria illegale ai danni degli uccelli rapaci migratori. Il servizio è stato disposto dopo gli allarmi lanciati del Cabs di Reggio Calabria sull'insufficiente controllo del territorio dove migrano questi uccelli particolarmente protetti.

Domenica 21, infatti, in occasione dell'apertura della caccia, diversi Falchi di Palude, una delle specie più rare d'Europa, erano stati abbattuti nelle pinete di Montebello Jonico. Il controllo dell'attività venatoria da parte del Noa è stato capillare ed ha riguardato tutte le zone di maggiore sensibilità per il passaggio dei rapaci, in particolare quelle utilizzate per la sosta notturna. Sono stati dunque sottoposti a controllo parecchi cacciatori, anche se la totale mancanza nel fine settimana di uccelli migratori, sia rapaci che di altre specie, ha evidentemente impedito il verificarsi di significativi episodi di bracconaggio.

In territorio di Melito Porto Salvo i Forestali, che hanno operato congiuntamente ai volontari del Cabs, hanno individuato e denunciato per abbattimento di specie protetta un cacciatore che aveva ucciso un esemplare di Colombaccio, specie in questo periodo non cacciabile. Territorio di Montebello Jonico è stato individuato un ragazzino quindicenne che portava in spalla il fucile carico, legittimamente detenuto dal padre. Per il genitore è scattata la denuncia per il reato di incauto affidamento dell'arma.

In territorio di Reggio Calabria, in una zona ad altissimo rischio per la migrazione primaverile ed autunnale dei falchi, che ogni anno vi vengono uccisi in gran numero, si è verificato l'episodio più grave: in un avvallamento poco distante dalle abitazioni è stato sorpreso, appostato dietro una pianta di ginestre, un bambino di 12 anni che si trovava sul posto da solo, in atteggiamento di caccia, con fucile calibro 12 carico e cartucciera. Anche in questo caso per lo scellerato genitore, che è stato successivamente individuato nella propria abitazione, distante un centinaio di metri, è scattata la denuncia per incauto affidamento dell'arma a minore non imputabile.

Complessivamente sono stati sottoposti a sequestro tre fucili da caccia. L'operazione svolta dal Noa dimostra come fossero assolutamente fondati gli allarmi lanciati dal Cabs al Questore di Reggio Calabria sulla disinvolta circolazionedi armi che si verifica, anche nelle ore notturne, in tutto il territorio provinciale. Quanto all'attività venatoria, secondo il Cabs, in vastissime aree della provincia i controlli sono del tutto inesistenti. Solo soggetti totalmente disabituati ad essere sottoposti a controllo, infatti, potrebbero essere cosi incauti da affidare le loro armi a minorenni, con grave rischio per la loro ed altrui incolumità. Il Cabs ringrazia il Comandante della Divisione Prima del Cfs per la sensibilità dimostrata e tutti gli uomini della pattuglia del Noa, che ancora una volta si sono prodigati con abnegazione, oltre ogni limite, per la protezione della nostra fauna selvatica minacciata da comportamenti sconsiderati.