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NDR. S. Ferdinando. L'accusa: il sindaco avrebbe attestato il falso per favorire colloqui in carcere,

NDR. S. Ferdinando. L'accusa: il sindaco avrebbe attestato il falso per favorire colloqui in carcere,
Avrebbe favorito la 'ndrangheta nell'aggiudicazione di appalti pubblici in favore di aziende mafiose, nel rilascio di autorizzazioni comunali o di certificati anagrafici e persino mediando per evitare che i cittadini, di fronte
alle angherie subite, potessero sporgere querela. Sono queste le accuse mosse dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria nei confronti del sindaco di San Ferdinando Domenico Madafferi, sottoposto oggi a fermo. In particolare, il primo cittadino avrebbe rilasciato un certificato di stato di famiglia in cui attestava
falsamente un inesistente rapporto di convivenze per dare l'opportunità a una donna di fare colloqui in carcere con un esponente della cosca Bellocco-Cimato.

Nel marzo di quest'anno, inoltre, dopo il danneggiamento di un auto compattatore della ditta Evergreen di San Ferdinando aggiudicataria dell'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e la rescissione del contratto con il Comune, Madafferi avrebbe favorito nel nuovo appalto la ditta Radi di Palmi con il placet sia del vicesindaco Santo Celi che del consigliere di minoranza Giovanni Pantano, anche loro finiti in manette nell'operazione dei Carabinieri. Sempre Madaffari avrebbe rilasciato una concessione per l'istallazione di un chiosco estivo stagionale sul lungomare di San Ferdinando, sulla carta intestato a Milena Prodanova (anche lei coinvolta nell'inchiesta per intestazione fittizia) ma di fatto gestito dai componenti della cosca Bellocco. Infine, il sindaco
avrebbe informato un esponente della cosca, Salvatore Pantano, di una possibile denuncia a suo carico per estorsione aggravata da parte di un cittadino.