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On. Rosanna Scopelliti su anniversario omicidio Fortugno

On. Rosanna Scopelliti su anniversario omicidio Fortugno
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“Sono trascorsi nove anni da quel 16 ottobre 2005, il giorno tragico in cui veniva assassinato in un seggio delle Primarie dell'Unione a Locri l'on. Franco Fortugno, all'epoca vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria. Un giorno che molti considerano uno spartiacque nella storia della nostra regione, e non solo perché la 'ndrangheta ha assassinato un esponente di primo piano del mondo politico calabrese, dando quindi un segnale di contiguità con la ferocia della mafia siciliana di Totò Riina, ma anche perché quel giorno nacque in Calabria il primo movimento antimafia con giovani calabresi che ci mettevano finalmente e coraggiosamente la faccia, il movimento 'Ammazzateci tutti' con in testa Aldo Pecora e tantissimi ragazzi che tre giorni dopo, al funerale di Franco Fortugno, non esitarono ed esporre uno striscione di sfida nonviolenta agli uomini della 'ndrangheta, uno striscione dove con sole quattro efficacissime parole si sanciva la fine dell'epoca della paura e dell'omertà in Calabria: E ADESSO AMMAZZATECI TUTTI”.
Con queste parole l'On. Rosanna Scopelliti, parlamentare del NCD e componente della Commissione Parlamentare Antimafia, ha iniziato a ricordare il nono anniversario della tragica scomparsa dell'on. Fortugno a Locri.
“Franco Fortugno – ha continuato la giovane parlamentare antimafia calabrese - è stato ucciso perché era un galantuomo, un politico onesto, un sognatore, un medico prestato alla politica che in essa aveva intravisto uno strumento di liberazione per la sua terra dai problemi atavici che l'avevano tenuta sempre in ginocchio di fronte alla storia. Chi l'ha ucciso ha intravisto in lui un ostacolo insormontabile all'ingresso della malapolitica in Regione Calabria, e per questo non ha esitato ad eliminarlo”.
“Ma il sangue di Franco Fortugno – continua la deputata – come spesso avviene con il sangue dei martiri, ha fecondato la terra su cui è stato sparso, ed invece di generare il terrore e la rassegnazione come era nelle intenzioni dei mandanti e degli esecutori, ha generato un'ondata incredibile di emozione e di indignazione che ha percorso la Calabria onesta, un sentimento interpretato mirabilmente da quei giovanissimi ragazzi di Polistena che hanno scritto quelle quattro parole su uno striscione che poi è diventato un movimento antimafia che tramite internet si è ramificato in tutta Italia. Io stessa, che dopo l'omicidio di mio padre non avevo più voluto tornare in Calabria, ho capito in quel momento che i calabresi, quei giovani calabresi, erano la mia gente, ed ho deciso di impegnarmi affinché la Calabria trovasse insieme a loro la sua liberazione dalle mafie”
“Oggi – ha concluso l'On. Scopelliti - ho letto diverse commemorazioni di quel tragico giorno, e vedo con indignazione, ma non con stupore, che alcuni hanno parlato di quei tragici momenti senza far alcun accenno ai ragazzi che si ribellarono con coraggio alle mafie. E se la morte di Franco Fortugno rappresenta forse il momento più oscuro della storia calabrese contemporanea, la realtà di ribellione e sfida alle mafie nata dopo la sua morte con 'Ammazzateci tutti' rappresenta una delle pagine più belle della stessa storia.
Il negazionismo è più che omertà: è il marchio della 'ndrangheta su queste commemorazioni. Chi racconta a ragazzi che nel 2005 erano nell'innocenza dell'infanzia la storia dell'omicidio Fortugno senza raccontare la nascita di 'Ammazzateci tutti' dimostra di temere quell'evento di liberazione. I meriti o i demeriti di quei meravigliosi ragazzi sarà la storia a raccontarli, un giorno: ma non inserirli in quel contesto commemorativo, dopo che persino l'Enciclopedia Treccani li ha ritenuti degni di entrare nelle sue pagine, appare come voler fermare il vento con le mani.
O fare un bell'inchino alla 'ndrangheta ed ai poteri occulti che ci stanno dietro, specialmente nella Calabria della malapolitica, del malaffare e della malainformazione”.