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Magarò su candidatura Calabria in#rete

Magarò su candidatura Calabria in#rete
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«Ho accettato di ricandidarmi alla Regione, nella lista Calabria in#rete Campo Democratico, con la coalizione di centrosinistra per Mario Oliverio presidente.
Sì, è vero, nella scorsa legislatura sono stato eletto con il centrodestra. Alcuni amici a suo tempo criticarono quella scelta, altri criticheranno questa attuale. Non nascondo un certo disagio. Ma, tra i tanti miei difetti, posso rassicurare tutti che non mi sono mai piegato agli ordini di scuderia, non sono mai andato a Roma a chiedere favori e prebende, non frequento salotti, non ho mai occupato posti di potere».
Lo ha dichiarato il consigliere regionale Salvatore Magarò, spiegando le ragioni della sua collocazione politica per le elezioni del prossimo 23 novembre a sostegno di Mario Oliverio presidente.
«L’alternanza delle scelte  - aggiunge Magarò – ha avuto un solo filo conduttore: la testardaggine. Tra le idee che ho in testa ce n’è una in particolare: contrastare la ‘ndrangheta, vera grande piaga della nostra regione, presente nelle grandi e piccole cose, nelle istituzioni come nei comportamenti quotidiani di chi pratica la prevaricazione e l’omertà».
Continua l’esponente politico: «Da quando sono stato eletto la prima volta consigliere regionale col centrosinistra – schieramento a cui per formazione e storia personale e politica sono ovviamente più vicino – ho lavorato incessantemente, presentando provvedimenti e proposte di legge, che spesso hanno anticipato questioni poi venute alla ribalta a livello nazionale, come ad esempio la norma per contrastare il ritardo dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione, il progetto legislativo per ridurre il numero dei consiglieri regionali, l’introduzione del codice etico sulla trasparenza dei candidati a cariche elettive. Le mie leggi e i miei provvedimenti  - sottolinea Magarò – in molti casi non venivano approvati, o comunque rimanevano inapplicati, generando in me amarezza e
frustrazione. Inutile dire che la speranza di realizzare tutto ciò nella coalizione di centrodestra è sconfessare il mio passato politico. Continuando a ribadire che sono stato e resto socialista.
Votando liberamente in dissenso con la maggioranza di cui facevo parte in diverse occasioni, ad esempio contro la compatibilità tra la carica di sindaco e di consigliere regionale o a favore dell’abolizione del vitalizio. Credendo che non sia importante dove sei, dove lo fai, ma cosa
fai. Ho svolto un ruolo squisitamente istituzionale, quello di presidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta – ricorda, infine, Magarò – una commissione che si è riunita 35 volte (nella legislatura precedente si era riunita 15 volte) e che ha prodotto 38 proposte di legge. Quei disegni di legge, i provvedimenti e le iniziative da me promossi sono compendiati in un libricino dal titolo Quasi cento, ora diventato anche un blog che invito a visitare (quasicento.blogspot.it). Su quelle e su altre proposte voglio continuare a lavorare. Per questo mi ricandido.
Nel segno della civiltà, della legalità, della sobrietà, della politica intesa come servizio».