Direttore: Aldo Varano    

VILLA S.G. (RC). La Perla dello Stretto, i sopravvissuti: vi raccontiamo la verità documentata

VILLA S.G. (RC). La Perla dello Stretto, i sopravvissuti: vi raccontiamo la verità documentata
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Vi raccontiamo la verità documentata, raccolta in un dossier inviato a tutte le autorità costituite, sul centro commerciale “La Perla dello Stretto”. In questa vicenda dove, da anni, gli stessi soggetti non rispondono di nessuna responsabilità, bisogna esaminare come dal 2001 allorché la Locat ha acquistato il compendio immobiliare EX FIAT “per concederlo in locazione finanziaria alla parte utilizzatrice” e precisamente alla ditta Romeo Antonino & C. sas. Quindi dai primi lavori effettuati con una mera autorizzazione di ristrutturazione con una serie di prescrizioni poi non rispettate tant’è che non è stato mai rilasciato il certificato di agibilità a suo tempo richiesto dalla ditta Romeo come dichiarato dal Responsabile del Settore Tecnico Urbanistico del Comune. Inoltre, nella conferenza dei servizi indetta per il rilascio dell’apertura della Grande Struttura di commercio “La Perla dello Stretto” era stato dichiarato il falso da parte del Rappresentante del Comune di Villa San Giovanni nell’affermare che nel Comune era in vigore il piano di commercio. Ma c’è di più all’epoca doveva essere richiesto ed eventualmente rilasciato, tenuto conto del vigente Piano Regolatore, un permesso a costruire che avrebbe comportato il pagamento degli oneri di costruzione al Comune. Effettuati i lavori, all’apertura del Centro, sulla stampa si polemizzò per lungo tempo sullo scandalo delle auto Fiat Multiple e del nepotismo nelle assunzioni del personale. Nessuna Autorità costituita rilevò l’illegittima apertura senza alcun certificato di agibilità, la cui richiesta veniva poi archiviata definitivamente nel 2003 dal Settore Tecnico del Comune di Villa San Giovanni. Tantomeno gli Amministratori del tempo rilevarono tali illegittimità. Oggi, con la stessa società Locat spa rinominata Unicredit Leasing spa (stessa iscrizione al registro delle imprese, stesso codice fiscale, stessa iscrizione all’albo speciale) si sta ripetendo, (in giurisprudenza si chiama reiterazione di un reato) una serie di illegittimità raccolti nei documenti inseriti nel dossier e gli stessi autori che hanno portato alla prima apertura illegittima oggi stanno muovendo le fila per commettere l’ennesima forzatura. Insomma, da anni gli stessi soggetti, Società e Settore Tecnico Urbanistico del Comune di Villa San Giovanni stanno portando avanti dal 2012 questa vicenda. I timori riguardano, soprattutto, la conclusione di un’operazione che, disattendendo e stravolgendo l’originaria e malaccorta ipotesi di implemento commerciale cittadino, mira solamente a risolvere le esposizioni finanziarie ed i problemi economici della proprietà del cespite. Il centro commerciale non rappresenta una proficua occasione per creare nuovi posti di lavoro stabili bensì la certezza assoluta e conclamata di recessione delle esistenti attività commerciali cittadine. Le perplessità sulla liceità e legittimità dell’operazione riguardano, invece, l’assoluta carenza dei presupposti tecnici e giuridici della vicenda. Il centro commerciale “La Perla dello Stretto” non poteva, né tanto meno lo può oggi, ottenere alcuna autorizzazione o concessione. Il Prg vigente all’epoca della realizzazione del centro commerciale non prevedeva come destinazione urbanistica la realizzazione di una struttura di vendita per attività commerciali al dettaglio e, tutt’oggi, rimane invariata l’originaria destinazione urbanistica. Come se non bastasse il Comune di Villa San Giovanni non era dotato, né lo è oggi, di pianificazione commerciali per grandi o medie strutture di vendita, per cui nel 2001 le Autorità Competenti hanno rilasciato illegittimamente le autorizzazioni. Avendo chiari questi presupposti, la domanda sorge spontanea: come si può rilasciare un certificato di agibilità (l’ultimo nel 2013) su di uno stabile modificato anche strutturalmente illegittimamente e realizzato in difformità alle prescrizioni indicate nello stesso provvedimento, tantoché, è stata archiviata la richiesta di agibilità dell’immobile dallo stesso Settore Tecnico del Comune di Villa San Giovanni, pervenendo, a distanza di anni, all’ordinanza del comando dei vigili urbani, di chiusura. Sin dal 2012 è stato presentato un esposto denuncia sui lavori avviati all’interno dello stabile con una dichiarazione di inizio lavori con allegata la planimetria dello stato di fatto della “Perla dello Stretto” realizzata illegittimamente dalla ditta Romeo e non la planimetria originaria dello stabilimento Ex Fiat. A seguito di quell’esposto la Dia è stata archiviata ma i lavori sono ancora in corso. Un elemento tra tutti merita oggi rilievo, nel luglio del 2013, su richiesta dei liquidatori giudiziari della “Romeo Antonino srl”, il giudice Giuseppe Campagna disponeva l’invio degli atti e documentazione, alla locale Procura della Repubblica “ravvisando la possibilità che siano stati posti, possono essere stati posti, in essere atti che presentano profili di rilevanza penale». Alla luce di questo, continuiamo a chiederci come sia possibile pubblicizzare una “prossima apertura”, con fascicoli ancora aperti ed ulteriori esposti presentati alla Procura che sono ancora al vaglio in attesa di riscontro. Come se non bastasse, il famigerato confezionato certificato di agibilità rilasciato nel 2013, targato Cuneo, è stato sospeso dalla Provincia a seguito della nota del Dipartimento Urbanistica e Governo del Territorio della Regione Calabria nella quale venivano elencati i documenti da trasmettere alla Provincia da parte del Settore Tecnico del Comune di Villa San Giovanni che risulta mai trasmessi se non in parte e di una relazione istruttoria sempre inviata dallo stesso Settore Tecnico di Villa San Giovanni che in tutta la vicenda sin dal 2001 ha svolto il ruolo di controllato e controllore in un silenzio colpevole degli Amministratori di ieri ancora oggi sugli scranni del Consiglio Comunale. Stante queste illegittime situazioni denunciate si resta fiduciosi che la GIUSTIZIA arrivi prima della paventata riapertura.

Il COMITATO