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ME. Sold out nella giornata dell'Horcynus Festival invernale dedicata alla Tunisia

ME. Sold out nella giornata dell'Horcynus Festival invernale dedicata alla Tunisia
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E’ un quarto giorno che entusiasma, quello messinese dell’Horcynus Festival invernale. Erfan Rashid, uno dei condirettori della manifestazione, lo sottolinea: “Una sala così, con così tanti studenti, con questa partecipazione, con questa qualità di dibattito, apre il cuore alla speranza. E ci da’ riprova del fatto che fare anche una sessione invernale del Festival, dedicata specificatamente alle scuole e ai giovani, rappresenta un impegno dal forte, positivo impatto, soprattutto sotto il profilo del supporto ad una maggiore consapevolezza e ad uno sguardo critico e personale sul mondo”.

Dedicata alla Tunisia, la giornata si svolge all'Auditorium Fasola (ex Sala Visconti) e coinvolge gli studenti dei licei "Emilio Ainis" e “Francesco Maurolico”. Con Erfan Rashid, la regista tunisina Hinde Boujemaa, autrice di Ya Man Aach (Campa cavallo), il lungometraggio che, insieme con il delizioso cortometraggio Wooden Hand (Mano di legno) di Kaouther ben Haniya, viene proiettato nella sala stracolma e attenta. “Questi ragazzi – dice la regista – non sanno cosa sia, cosa implichi una dittatura. Con le loro domande indagano la cronaca, il quotidiano, e su questo ci invitano a nuove, riflessioni essenziali”.
D’altronde il film è in sé una sorta di piccolo miracolo mediatico, che non manca di ripetersi anche a Messina. Dal Brasile a Sarajevo, ovunque ha suscitato un’ondata di commozione unica. “Ha unito il pubblico dei diversi luoghi”. Soprattutto, pur con sfumature diverse, la storia che racconta è una storia in cui si sono riconosciuti spettatori delle differenti latitudini: la difficoltà della vita di una donna sola con i suoi figli è stata compresa e sentita come propria dappertutto, diventando “universale” al di là delle specificità di ambientazione e di contesto.

La giornata si svolge all’insegna dell’interesse e della curiosità, e in sala il dibattito vola dalla Rivoluzione all’attualità, dal mondo arabo alla religione, dalle esigenze delle giovani generazioni alla “voglia di futuro”, dalla Tunisia all’Italia e alla Sicilia in particolare, tra somiglianze e dissonanze, tra primati democratici e parità o disparità di genere, tra lettera costituzionale e cronaca.

Franco Jannuzzi e Giacomo Farina (con Rashid e Massimo Barilla condirettori dell’Horcynus invernale) leggono il compimento di questa giornata, dedicata all’unico tra i Paesi della Primavera Araba a darsi una Costituzione di impronta laica e democratica, come un “ponte” ben lanciato anche tra le due sponde di Sicilia e Calabria, “area che la Fondazione Horcynus Orca vede, intende vedere, come integrata da istanze e interessi culturali unitari”. Tanto che si stanno organizzando navette per la giornata conclusiva del Festival, sabato 6 dicembre, quando, al Teatro Siracusa di Reggio Calabria, sarà consegnato il Premio Horcynus Orca ai movimenti civici per la Costituzione democratica in Tunisia e si terrà il concerto di musica nomade dei Fratelli Mancuso con l’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria diretta dal maestro Dario Siclari.